Strada bucata, tremano le case: dopo le proteste arriva l’asfalto a Camposanto

In consiglio comunale il sindaco di Camposanto annuncia l’avvio del cantiere in via Marconi.  “Autointerrogazione” della maggioranza sui palazzi ghetto: «È tutto regolare»

CAMPOSANTO I lavori di sistemazione della pavimentazione e successivo riempimento del manto stradale di via Marconi partiranno questa settimana. Musica per le orecchie di chi abita sulla via e che - da anni - è sottoposto quotidianamente a tutt’altro tipo di suono. Poco piacevole e con chiari riferimenti al terremoto di sei anni fa. Ossia il rumore “tremebondo” dato dal passaggio giornaliero di macchine e tir pesanti che, causa un manto stradale dissestato ed usurato da tempo, tanto ricorda quello delle scosse sismiche. Con mobili, letti e armadi che tremano all’interno delle case e dei palazzi, come ci fosse ancora il terremoto.



Ma ora la Provincia darà finalmente inizio ai lavori. Ad Annunciarlo è stata Monja Zaniboni. «Nell’ambito dei lavori di manutenzione delle strade provinciali - ha detto il sindaco durante l’ultimo consiglio - rientrerà anche il tratto di via Marconi compreso tra via Giannone e via Baracca: i lavori partiranno a breve».

«In quattro mesi di lavori verrà posata la fibra ottica per la banda ultra larga - ha spiegato il vicesindaco Giacomo Vincenzi - principalmente nella zona industriale ed artigianale, ma verrà poi estesa a buona parte del paese utilizzando i pali della luce e con alcuni tagli alla rete stradale».



Il consiglio di giovedì scorso verrà poi ricordato come “il consiglio in cui la maggioranza interroga se stessa”. Probabilmente una mossa per mettere le mani avanti su un problema ormai non più tacitabile: quello delle risse e dei continui disordini nei palazzi popolari del paese (palazzo Aurora e palazzo di via Borsellino) finiti al centro delle cronache. Così la capogruppo di “Noi per Camposanto”, Sonja Costi, ha presentato un’interpellanza sulla “Gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp)”. Dopo un’attenta lettura di leggi e normative con perfetto lessico burocratico, a rispondere sulla regolarità dell’assegnazione degli alloggi è stata Simona Busani. «I criteri di assegnazione di un alloggio Erp prevedono un tetto massimo di autocertificazione Ise di 17mila 154 euro - ha puntualizzato la responsabile dei servizi sociali ed integrazione dell’Area Nord - ma si valutano il possesso della cittadinanza italiana, la residenza in Emilia Romagna (da almeno 3 anni), il permesso di soggiorno (superiore ai 2 anni) e il reddito. Tutti criteri che sono stati rispettati».

Ma l’opposizione di centrodestra ha presentato a sua volta un’interrogazione. «Chiediamo verifiche dettagliate e documentate sull’assegnazione degli alloggi - ha detto il capogruppo Mauro Neri - sulle scadenze e su chi c’è dentro. Soprattutto se gli stranieri sono profughi o immigrati. E in più se acqua, luce, gas e rifiuti vengono pagati da loro oppure no».

«Entro trenta giorni presenteremo risposta scritta», ha assicurato il sindaco. Se ne riparlerà a settembre  —