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«Calabroni e zanzare del Nilo Vi spiego come proteggersi»

Il veterinario Zecchini (Ausl): «Più grandi delle vespe e attaccano per difendersi Se si viene punti chiamare subito il 118. West Nile? Evitate i ristagni d’acqua» 

FIORANO

Dopo la morte per la puntura di un calabrone del 77enne fioranese Giovanni Toschi, sabato pomeriggio a Romanoro di Frassinoro, i casi di sospetta west nile nella Bassa e i diversi interventi che stanno effettuando i vigili del fuoco in questi giorni per rimuovere i nidi di calabrone, abbiamo parlato della problematica degli insetti potenzialmente pericolosi per l’uomo con un esperto. Lui è Giovanni Zecchini, medico veterinario e direttore della Sanità Pubblica Veterinaria dell’Ausl d ...

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FIORANO

Dopo la morte per la puntura di un calabrone del 77enne fioranese Giovanni Toschi, sabato pomeriggio a Romanoro di Frassinoro, i casi di sospetta west nile nella Bassa e i diversi interventi che stanno effettuando i vigili del fuoco in questi giorni per rimuovere i nidi di calabrone, abbiamo parlato della problematica degli insetti potenzialmente pericolosi per l’uomo con un esperto. Lui è Giovanni Zecchini, medico veterinario e direttore della Sanità Pubblica Veterinaria dell’Ausl di Modena.

Dottore, partiamo dai calabroni. Quale la loro pericolosità?

«I calabroni e le vespe fanno parte della stessa famiglia, anche se il calabrone è più pericoloso: soprattutto se femmina, arriva a 5 centimetri di lunghezza; una vespa al massimo a 10-20 millimetri. Quindi il quantitativo di veleno iniettato all’uomo da un calabrone è maggiore».

Perché pungono e quale il loro habitat?

«Entrambi pungono se vengono disturbati e sono attratti dalle sostanze zuccherine. In questo periodo con la maturazione della frutta è facile ne vengano attratti. Come è sconsigliabile aprire una bibita zuccherina in giardino e lasciarla aperta: una vespa potrebbe finirci dentro e se la si beve si può incorrere in un grave edema della glottide e nel soffocamento. Se le vespe vivono nei centri abitati, i calabroni si stabiliscono negli anfratti delle case abbandonate, nei fienili, nei sottotetti e anche nei buchi del terreno, in cui scavano i nidi, e in quelli dei tronchi secchi. A differenza delle vespe, sono attratti dalla luce e dalle sostanze proteiche come la carne: prestare attenzione ai picnic, soprattutto in notturna con lanterne e torce. Se per errore se ne dovesse schiacciare uno il pericolo non sarebbe scampato in quanto rilascerebbe un tipo di sostanza chimica che richiamerebbe altri esemplari in sua difesa».

Cosa fare in caso di nido e poi di puntura?

«È bandito il fai da te: chiamare subito i vigili del fuoco o una ditta specializzata per la rimozione. Se si dovesse essere punti da un calabrone, che si sia allergici o no, chiamare subito il 118. Perché è vero che i casi di mortalità sono uno su mille, ma la puntura è molto dolorosa e pericolosa. Se invece si viene punti da una vespa si può aspettare un attimo, anche se è sempre meglio rivolgersi al medico».

Allarme west nile: cosa ci può dire?

«È una malattia virale trasmessa dalla zanzara comune: quella che punge di notte. Le zanzare sono insetti vettori che contraggono il virus da animali serbatoio quali uccelli migranti e stanziali, come corvidi, gazze e cornacchie. Se l’uomo viene punto può contrarre la malattia che nei suoi sintomi più gravi porta a febbri altissime e a forme encefaliche gravi».

Come difendersi?

«Innanzitutto evitare il più possibile i ristagni d’acqua, sia i sottovasi delle piante che le piscine esterne e gonfiabili per i bambini che i serbatoi usati per annaffiare gli orti domestici. Poi usare zampironi, zanzariere e repellenti sulle parti di pelle esposta e, quando possibile, indossare le maniche lunghe e vestiti di colore chiaro in quanto le zanzare sono particolarmente attratte dal nero, come dai deodoranti e dai profumi. Poi a livello regionale e locale vengono attuate regolarmente opere di bonifica e disinfestazione, soprattutto negli assemblaggi notturni quali sagre e fiere all’aperto».