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Modena, chiesa depredata a San Pancrazio: via l’acquasantiera di padre Romano

Un furto di nessun valore ma è il primo per il frate che da 12 anni accoglie i poveri, quarto colpo in pochi giorni: la Prefettura è in allerta

MODENA. Anche se non si evidenzia una particolare emergenza dei furti nelle chiese, come ieri ha ricordato il questore a proposito degli ultimi incontri del Comitato provinciale per la sicurezza, la Prefettura è in allerta sul tema e presto interverrà facendo sapere cosa si intende fare per arginare i colpi. Che sono arrivati a quattro: prima il Duomo col furto delle finte pietre preziose dal crocifisso sul petto della statua di San Geminiano; poi il furto dei gioielli dell’ex voto di Corlo ...

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MODENA. Anche se non si evidenzia una particolare emergenza dei furti nelle chiese, come ieri ha ricordato il questore a proposito degli ultimi incontri del Comitato provinciale per la sicurezza, la Prefettura è in allerta sul tema e presto interverrà facendo sapere cosa si intende fare per arginare i colpi. Che sono arrivati a quattro: prima il Duomo col furto delle finte pietre preziose dal crocifisso sul petto della statua di San Geminiano; poi il furto dei gioielli dell’ex voto di Corlo esposti per la festa della Madonna della Neve, quindi a Freto il furto del fonte battesimale. E adesso anche a San Pancrazio, nella chiesa di padre Romano Volpari, il frate che da sempre aiuta gli ultimi. Tutti furti di poco o nessun conto economico, a ben guardare, dato che i ladri hanno rubato della paccottiglia o pezzi di scarso valore anche per gli sciacalli che intendo riciclarli tra appassionati di antiquariato senza scrupoli. Ma sono pur sempre furti che indicano quanto sono esposti i luoghi sacri da assalti predatori.

«Sono qui da dodici anni con i miei amici poveri e anche nomadi - spiega padre Romano - e non è mai capitato mai un furto. La chiesa è aperta dalla mattina a mezzanotte e chiunque può entrare. Eppure adesso hanno rubato un’acquasantiera. Non valeva nulla: è stata più la fatica di portare via quella pietra che il valore, ma è lo stesso un brutto segno». Racconta Vincenzo, il volontario braccio destro del frate: «Me ne sono accorto mercoledì mattina. Ho trovato la colonna che sorreggeva l’acquasantiera fuori posto e vuota. Il ladro ha lasciato la parte di legno. Ma chi può avere rubato un pezzo così, senza valore? Qui non abbiamo niente che possa far gola a un ladro».

La polizia indaga in varie direzioni. Certo, il colpo è molto simile a quelli di Corlo e Freto: paiono eseguiti della stessa mano. —

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