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«Formiggini, dimenticato dalla sua Modena Dedichiamogli un luogo»

LA STORIA Forse Modena riuscirà a ricordarlo come aveva chiesto. A ottant’anni dalla scomparsa l’editore modenese Angelo Fortunato Formiggini il consigliere Pd Antonio Carpentieri presenta in Comune...

LA STORIA



Forse Modena riuscirà a ricordarlo come aveva chiesto. A ottant’anni dalla scomparsa l’editore modenese Angelo Fortunato Formiggini il consigliere Pd Antonio Carpentieri presenta in Comune la proposta di intitolargli un pezzetto della città.

Non proprio una strada ma una sottile striscia che fa già parte di piazza Torre e per esattezza il tratto di marciapiede dove lui precipitò, buttandosi dalla Ghirlandina il 29 novembre 1938 per protestare contro le leggi razziali. Per lui, di fa ...

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LA STORIA



Forse Modena riuscirà a ricordarlo come aveva chiesto. A ottant’anni dalla scomparsa l’editore modenese Angelo Fortunato Formiggini il consigliere Pd Antonio Carpentieri presenta in Comune la proposta di intitolargli un pezzetto della città.

Non proprio una strada ma una sottile striscia che fa già parte di piazza Torre e per esattezza il tratto di marciapiede dove lui precipitò, buttandosi dalla Ghirlandina il 29 novembre 1938 per protestare contro le leggi razziali. Per lui, di famiglia israelita da molte generazioni (i suoi antenati erano stati per due secoli gioiellieri alla corte degli Estensi dalla prima metà del 1600), il diventare per legge non più un italiano con pieni diritti sembrò una vergogna insanabile, visto che per l’Italia lui era stato tra i primi ad arruolarsi nel 1915 e a partire per il fronte.

«Formiggini non è stato solo un editore di caratura internazionale, in corrispondenza con intellettuali del calibro di Benedetto Croce, James Joyce, Corrado Alvaro, Giovanni Pascoli e Giovanni Gentile - spiega Carpentieri - ma lui stesso un’intellettuale di prima grandezza nel primo trentennio del secolo. È rimasto sempre attaccatissimo a Modena, dove non trascurava nè la famiglia nè gli amici. Ebbene, la città non ha una strada dedicata a lui. Ho verificato la possibilità di dedicare una piccola frazione di piazza Torre a lui».

Una piccola aggiunta sotto la lapide che ricorda il soprannome con cui si era ribattezzato giocando con il cognome di famiglia, che aveva origine per l’appunto a Formigine. E su questo le leggi razziali avevano infierito.

Entrate in vigore nel settembre del ’38, il Ministero della Cultura Popolare (Minculpop, in sigla, che aveva sostituito il precedente Ministero per la Stampa e la Propaganda), diffidò Formiggini dal mantenere quel cognome nella casa editrice e impose di segnalare dipendenti di “razza ebraica”.

Per Formiggini fu un colpo al cuore. Non solo il ministro Gentile e altri lo avevano emarginato dal progetto per la grande enciclopedia della cultura italiana, poi affidata a Ernesto Treccani, in cui aveva profuso soldi ed energie a ogni livello, ma lui già dalla tesi di laurea aveva scritto di una sintesi tra razza ariana ed ebraica, nel 1901. Per “Formaggino da Modena”, come si firmava con gli amici sin dal liceo, era troppo.

Nove giorni prima di suicidarsi scrisse su una copia “Questo è il mio ultimo catalogo”.

A Modena sono conservati nella Biblioteca Estense i frutti della sua attività più che trentennale. L’archivio editoriale, con 30.061 pezzi distribuiti in 2.068 buste, l’archivio familiare con 23 cassette che contengono la documentazione della famiglia dal 1629 al 1955, la “Storia della casa editrice”, la raccolta della “Casa del Ridere”, composta di 4.581 volumi sulla caricatura e l’umorismo, tutta la produzione libraria, tra cui spiccano oltre 600 volumi dei “Classici del Ridere” e tanto altro ancora. Una prateria di documenti tutti da esplorare, solo messi in ordine. In minima parte sono stati esposti in una mostra, con un libro accuratissimo, nel 1980 grazie anche alla spinta di Emilio Mattioli, animatore del circolo culturale dedicato all’editore modenese.

«Mi piace sperare - conclude Carpentieri - che nella data della sua scomparsa ci possa essere l’intitolazione, con gli alunni delle medie Ferraris che illustrano le ricerche che stanno già facendo su di lui. Insomma, un momento di grande coinvolgimento per tutta la città».

Un modenese che aspetta da anni questo momento è il dottor Francesco Baraldini, titolare della Farmacia del Collegio, appassionato bibliofilo e cultore di autori del 1900.

Ha respirato sin da ragazzo nella casa di famiglia a Mirandola l’atmosfera di passione per la letteratura, trasmessa dalla nonna Ariella, allieva di Carducci e poi insegnante.

«Ho raccolto molte opere del nostro editore - dice mostrando l’introvabile prima edizione del libro di Formiggini, “La Ficozza filosofica” - Decine di volumi che sono a fianco di altri grandi autori. Formiggini fu una figura luminosa, un talento capace di capire e valorizzare tanti aspetti della cultura italiana. Io mi sono limitato a raccogliere una parte del suo lavoro, alcune collane ». —