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Via Roma: il ministero salva il senso unico «Respinto il ricorso»

La contestazione dei residenti costretti ad un giro tortuoso «non è ammissibile». Il sindaco: «Validata la nostra scelta»

pievepelago

Gol del Comune nella partita del senso unico a Pieve. È stato respinto dal Ministero Infrastrutture il ricorso presentato il 2 luglio da alcuni residenti contro la circolazione obbligata in via Roma, direzione Abetone, istituita dal 22 maggio al 31 ottobre con ordinanza del sindaco Ferroni. Una misura che rivoluziona il transito nei 200 metri tra l’intersezione con via Costa e quella con via Canossa: salendo verso la Toscana si attraversa via Roma, nello scendere invece bisogna sv ...

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Gol del Comune nella partita del senso unico a Pieve. È stato respinto dal Ministero Infrastrutture il ricorso presentato il 2 luglio da alcuni residenti contro la circolazione obbligata in via Roma, direzione Abetone, istituita dal 22 maggio al 31 ottobre con ordinanza del sindaco Ferroni. Una misura che rivoluziona il transito nei 200 metri tra l’intersezione con via Costa e quella con via Canossa: salendo verso la Toscana si attraversa via Roma, nello scendere invece bisogna svoltare a destra in via Canossa e fare un bypass di 2.5 chilometri per poi risalire su via Costa e tornare all’inizio di via Roma. Dove nella corsia liberata si è ricavata una striscia di parcheggi con disco orario (mezz’ora) davanti ai negozi, per lo shopping. Troppi però i disagi secondo chi ha scritto a Roma.

IL RESPONSO

Ma dal Ministero ieri è arrivata la bocciatura della richiesta per mano del direttore generale Virginio Di Giambattista, che ne ha rilevato l’inammissibilità: «Il ricorso in questione – scrive – appartiene alla categoria dei ricorsi collettivi, per l’ammissibilità dei quali occorre che vi sia identità di situazioni sostanziali e processuali, che nel ricorso de quo non sono ravvisabili. Infatti è inammissibile il ricorso collettivo che nulla dica in ordine alle diverse condizioni legittimanti e d’interesse di ciascuno dei ricorrenti, impedendo di verificare il concreto e personale interesse dei ricorrenti e l'omogeneità degli interessi dedotti». Il direttore ha evidenziato anche «la carenza della legittimazione a ricorrere dei proponenti», che non possono vantare «una posizione specificatamente qualificata» per presentare l’istanza. A suo giudizio non hanno titolo.

LE REAZIONI

«È stata riconosciuta la bontà di una scelta fatta per tutta la collettività, e non una parte – commenta Ferroni – una misura per lo sviluppo del paese che dà l’opportunità di usufruire meglio dei servizi di una strada che da 50 anni ne è il cuore commerciale. Si capiva dall’inizio che il ricorso era fuori luogo, perché è sotto gli occhi di tutti il miglioramento. L’azione collettiva dei ricorrenti doveva essere un rafforzativo dell’istanza: se è stata respinta in blocco in questo modo, vuol proprio dire che non vi si riconoscono motivazioni».

«Io rimango dell’idea che questo senso unico sia un atto profondamente sbagliato, che penalizza la stragrande maggioranza della popolazione e favorisce tre o quattro commercianti – dice Germano Manfredini, primo firmatario del ricorso – faremo esaminare la risposta al nostro avvocato e valuteremo il da farsi. Sicuramente andremo: se questa non era la strada giusta per farci sentire, ne troveremo un’altra». —

DANIELE MONTANARI