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Troppo malandato: il Rifugio Marchetti così non può riaprire

Per l’inverno non basterà l’accordo tra ex gestore e Usi civici Restauro necessario: affidato l’incarico, ma servono mesi

PIEVEPELAGO

Anche con le migliori intenzioni, il rifugio Marchetti non potrà mai riaprire per quest’inverno: sarà il terzo sotto la neve per la storica struttura sul lago Santo, chiusa dall’ottobre 2015.

Se anche si arrivasse a un “epocale” accordo tra gli Usi Civici (Asbuc) di Barga (Lucca) e l’ex gestore Giorgio Ballestri, l’edificio non è nelle condizioni per ripartire. Occorrono lavori, e anche di una certa importanza.

Ne sta redigendo il progetto l’ingegner Giuseppe Crovetti di Pievepel ...

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PIEVEPELAGO

Anche con le migliori intenzioni, il rifugio Marchetti non potrà mai riaprire per quest’inverno: sarà il terzo sotto la neve per la storica struttura sul lago Santo, chiusa dall’ottobre 2015.

Se anche si arrivasse a un “epocale” accordo tra gli Usi Civici (Asbuc) di Barga (Lucca) e l’ex gestore Giorgio Ballestri, l’edificio non è nelle condizioni per ripartire. Occorrono lavori, e anche di una certa importanza.

Ne sta redigendo il progetto l’ingegner Giuseppe Crovetti di Pievepelago, incaricato dall’Asbuc, con cui ha già fatto un primo sopralluogo il 19 maggio. Ora sta predisponendo gli ultimi dettagliati rilievi architettonico-strutturali e poi il progetto completo dovrà subire il vaglio di quattro enti: Comune di Pieve, Unione (per la sismica), Ente Parchi Emilia Centrale e Soprintendenza, vista l’area paesaggistica tutelata.

Le cose da fare sono diverse. Innanzitutto c’è una trave lesionata che sicuramente dovrà essere sostituita, poi il rilievo dettagliato dirà se bisogna agire anche su altre parti del tetto. Si spera di non doverlo rifare tutto. Cosa invece sicura per la terrazza, dove il pavimento in piastrelle è in frantumi. Poi bisogna intervenire sui bagni e la cucina, mettere a norma l’impianto elettrico e tutto quel che serve per l'antincendio. Sempre che non ci siano sorprese. Ben che vada, i lavori inizieranno a primavera.

«Ma prima che inizi l’inverno c’è bisogno di un intervento urgente di messa in sicurezza per evitare danni peggiori con freddo e neve - spiega l'ingegner Crovetti - sicuramente la trave va puntellata, e poi si potrebbe alleggerire un po’ il manto di copertura in lastre di ardesia. Stiamo verificando con l’Ufficio tecnico di Pieve: sembra che ci sia la possibilità di chiudere in fretta una pratica di questo tipo per la salvaguardia dell’immobile. Ha sofferto molto in questo periodo: se ci fosse stata la manutenzione annuale, il quadro sarebbe diverso».

L’Asbuc è pronta a sostenere le spese, che però potrebbero anche essere scomputate sull’affitto di gestione, se arriva la fumata bianca per la riapertura. —

DANIELE MONTANARI