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Boato poi la scossa Modena si sveglia con l’angoscia di un nuovo sisma

Epicentro nel Reggiano alle 2.33 della notte: magnitudo 3.9 Nessun danno a persone o cose, ma resta sempre la paura

Un boato, un ciocco sordo, poi la botta. Breve, ma si è avvertita anche in città.

Chi più, chi meno, la scossa di terremoto della notte scorsa ha interessato quasi tutti i comuni del Modenese.

LE SCOSSE

Mezza provincia si è svegliata: tanta apprensione ma nessun danno. E la memoria va ovviamente al 2012, perchè l’apprensione è sempre alta quando si è vissuta una simile tragedia. Il terremoto delle 2.33 con epicentro a Bagnolo in Piano, provincia di Reggio Emilia, è stato di ben altra entità, 3 ...

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Un boato, un ciocco sordo, poi la botta. Breve, ma si è avvertita anche in città.

Chi più, chi meno, la scossa di terremoto della notte scorsa ha interessato quasi tutti i comuni del Modenese.

LE SCOSSE

Mezza provincia si è svegliata: tanta apprensione ma nessun danno. E la memoria va ovviamente al 2012, perchè l’apprensione è sempre alta quando si è vissuta una simile tragedia. Il terremoto delle 2.33 con epicentro a Bagnolo in Piano, provincia di Reggio Emilia, è stato di ben altra entità, 3.9 la magnitudo a 9 chilometri di profondità, dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Ingv.

Una nuova scossa, di entità più lieve, è stata avvertita anche qualche minuto dopo, esattamente alle 3.07: sempre lo stesso epicentro, secondo i dati forniti da Ingv, ma magnitudo scesa a 2.2 a 3 chilometri di profondità, motivo per cui questa seconda scossa di assestamento è stata comunque avvertita anche se più debole.

LA PAURA

Modena, dicevamo, si è svegliata: luci accese nei palazzi e social “impazziti” nonostante fosse notte fonda.

Anche il nostro gruppo Facebook “Sei modenese se...”, diventato un punto di riferimento con migliaia di iscritti, è stato il punto di confronto tra coloro che, una volta svegliati, hanno passato parte della notte in bianco.

Per ovvie ragioni geografiche i comuni modenesi che maggiormente hanno avvertito la scossa sono stati Carpi e Campogalliano, i più vicini ai comuni reggiani maggiormente interessanti dalla scossa delle 2.33.

Tanta paura, con l'angoscia che a notte fonda riempie le bachche dei social network, anche perchè la scossa è stata avvertita anche a Mantova, Suzzara, Parma, fino in Veneto e Lombardia.

L’EPICENTRO

“Sembrava un'esplosione”, ha scritto qualcuno. In molti si sono detti spaventati, ricordando il sisma del 2012. Paradossalmente, infatti, si è sentito più il botto della scossa.

A Bagnolo in Piano, alla luce “dell'importante scossa della notte, che ha colpito il nostro territorio, non si evidenziano al momento danni rilevanti a edifici e a persone. Già dalla notte la protezione civile, le forze dell'ordine e i tecnici hanno seguito l'evoluzione dell'evento. In mattinata i tecnici eseguiranno i dovuti controlli sugli edifici pubblici, scuole e chiese”. È quanto si legge sulla pagina Facebook del comune reggiano. Anche in questo caso paura ma nessun danno. Macchina rodata quella che entra in funzione, nella Bassa Reggiana, in caso di terremoto: la responsabile della protezione civile Cristina Scaravonati ha organizzato tre squadre che hanno controllato ogni e qualsiasi edificio pubblico del paese. «Prima di tutto ci siamo preoccupati delle condizioni delle due case protette – racconta il sindaco – e del centro diurno per anziani».

I CONTROLLI

Si tratta di oltre 120 persone, buona parte delle quali non autosufficienti, ospitati in edifici che non hanno subito alcun danno e che, anche grazie al lavoro degli operatori, hanno retto bene alla paura. Un’altra squadra si è occupata di indagare le condizioni delle strutture sportive: «Esito positivo anche in questo caso – prosegue Casali – tanto che la piscina è aperta come tutti i giorni». Infine i controlli nelle scuole: nidi, asilo, elementare e media. «Per il momento abbiamo ispezionato gli esterni – prosegue Casali – nei prossimi giorni approfittando della chiusura verificheremo aula per aula. Per il momento comunque non abbiamo rilevato né cedimento né crolli. Le nostre scuole sono più che sicure».

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