Ex assessore morto, la famiglia presenta un esposto

Entrato al Pronto Soccorso per una grave forma di lombalgia cronica, dimesso dopo due giorni e spirato poche ore dopo

MODENA. «Non è possibile morire per un mal di schiena». È questa la domanda che si pongono i famigliari dell’ex assessore Giancarlo Benatti che hanno presentato un esposto alla magistratura.

Per questa ragione non c’è ancora una data precisa per le esequie.


La parola infatti ora passa agli inquirenti e la prassi, in casi come questi, è una sola. I magistrati nominano il consulente che dovrà eseguire l’autopsia e solo dopo questo accertamento preliminare si vedrà cosa fare successivamente. Nessuna accusa specifica, da parte della famiglia, su atti e comportamenti dei sanitari che si sono avvicendati per due giorni nelle cure di Benatti. L’esposto è ridotto all’essenziale, elencando i fatti che hanno portato l’ex assessore prima al Pronto Soccorso, poi alla permanenza per un paio di giorni nel reparto dell’Osservazione Breve Intensiva e quindi poi alle dimissioni attorno alle 21 lunedì sera.

Tre ore dopo l’ex assessore, ormai in pensione da anni, moriva. Una successione di fatti su cui la famiglia vuole capire le ragioni e per questo l’autopsia è un passaggio giudiziario indispensabile per accertare le ragioni del decesso.

A quanto è dato sapere da anni Benatti era sofferente per problemi alla schiena e alla colonna vertebrale. Una sofferenza continua che teneva a bada con gli analgesici.

Ma negli ultimi tempi i dolori si erano fatti più acuti sino ai giorni tremendi che hanno preceduto la sua scelta, sabato scorso, di andare in ospedale. I sanitari mandati dal 118 hanno faticato non poco per riuscire a caricarlo sull’ambulanza viste le sue condizioni: il dolore lo aveva di fatto paralizzato.

Una volta preso in carico dal Pronto Soccorso di Baggiovara sono stati fatti diversi esami e siccome la situazione lo richiedeva, i sanitari ne hanno disposto la sua permanenza nel reparto di Osservazione Breve Intensiva.

Lunedì sera però, dopo aver somministrato antidolorifici nei due giorni, hanno concluso che non c’erano altri problemi fisici nè altri rimedi per curare quella lombalgia pesantissima e quindi hanno rimandato a casa il paziente.

La famiglia aveva chiesto un ricovero almeno durante la notte, viste le sue condizioni gravi, ma i sanitari hanno assicurato che la permanenza nella sua abitazione non avrebbe creato problemi. E invece, poche ore dopo, il decesso.

Ora toccherà ai periti sciogliere l’enigma su questa morte improvvisa.

Nel frattempo continuano ad arrivare i messaggi di cordoglio e di stima per l’ex amministratore pubblico.

«Eravamo su sponde diverse ma sempre dentro alla stessa famiglia politica della sinistra - così lo ricorda Danilo De Masi, modenese, colonna del Psdi e impegnato a Roma per molti anni con incarichi di partito - Nei rapporti personali ero vicino a chi veniva dalla cultura politica del vecchio Pci, da Triva a Guerzoni, sino a Miana e Benatti, per l’appunto. Quest’ultimo mi è sempre sembrato un uomo che non guardava alla tessera di partito quando c’era qualcosa da fare per il bene della città. L’interesse pubblico era il suo primo comandamento». —