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Domani lo spettacolo teatrale che parla della “nostra” mafia

Al Parco Pertini di Carpi l’opera di Federica Cucco ispirata al “Processo Teseo” e al pericolo ’ndrangheta che ha colpito l’Appennino

SERRAMAZZONI

Uno spettacolo teatrale sul processo Teseo, il più importante fra quelli che hanno riguardato Serra, che ha evidenziato fatti e circostanze tali da condurre a un allarme ’ndrangheta impensabile per un piccolo paese di montagna. S’intitola “Da grande voglio fare il mafioso” e lo porterà in scena domani alle 21 al Parco Pertini (via Bollitora Interna) di Carpi “La compagnia delle lucciole”, a coronamento di cinque mesi di lavoro.

Una sfida non semplice quella di trasformare una vic ...

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SERRAMAZZONI

Uno spettacolo teatrale sul processo Teseo, il più importante fra quelli che hanno riguardato Serra, che ha evidenziato fatti e circostanze tali da condurre a un allarme ’ndrangheta impensabile per un piccolo paese di montagna. S’intitola “Da grande voglio fare il mafioso” e lo porterà in scena domani alle 21 al Parco Pertini (via Bollitora Interna) di Carpi “La compagnia delle lucciole”, a coronamento di cinque mesi di lavoro.

Una sfida non semplice quella di trasformare una vicenda giudiziaria così complessa in uno spettacolo trascinante e intessuto di ironia che fa pensare. L’ha raccolta la 26enne Federica Cucco, autrice e regista, in collaborazione con il Presidio di Carpi di Libera “Peppe Tizian” che ha lanciato l’idea quale momento di riflessione civica nell'ambito della rassegna estiva “Tutti giù nel parco” promossa dalla Consulta Cultura carpigiana. Ingresso ovviamente gratuito, per un’ora di spettacolo che vedrà in scena due attori (Mariangela Diana e Paolo Bruini) chiamati a dare corpo ai vari personaggi della storia, che cita Serra sviluppandosi in cinque capitoli.

Si parte dall’emblematico “Incontro con il calabrese nell’ufficio del sindaco” per dare vita a una spiazzante escalation criminale fatta di minacce mafiose, incendi, bossoli e teste di capretto.

«Temi tosti che hanno bisogno di una confezione leggera che faccia sorridere e pensare insieme – spiega Federica – ci siamo ispirati all’approccio che ha avuto Dario Fo nel raccontare la “Morte accidentale di un anarchico”. Uno stile da commedia dell'arte portato nel teatro d’inchiesta. Gli amici di Libera che hanno seguito il processo (chiuso il 12 gennaio tra pesanti condanne effettive e morali) ce ne hanno parlato come di una vicenda paradigmatica che sembra fatta apposta per una sceneggiatura. Una storia ancora poco conosciuta fuori da Serra: da qui con lo spettacolo la speranza di contribuire alla presa di coscienza». Prima replica fissata al teatro di Nonantola il 13 ottobre, «e poi vorremmo tanto andare nelle scuole». —

DANIELE M.