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Modena, dentro Sant’Agostino, così sarà la chiesa rinata

Messa solenne dopo sei anni di cantieri per il sisma. Visibili il compianto del Begarelli, il soffitto dello Stringa e un Traeri Viaggio in anteprima, domenica la riapertura.

Modena. Benvenuti nella ritrovata chiesa di S. Agostino

MODENA. Eccola, la “nuova” chiesa di Sant’Agostino che riaprirà con una messa solenne domenica prossima, dopo i restauri per il terremoto.

È don Paolo Notari, parroco della seconda più importante chiesa della città, ad accompagnarci nella visita di ieri, giorno di sant’Agostino. C’erano ancora anche tecnici al lavoro e una suora stava lucidando un ca ...

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Modena. Benvenuti nella ritrovata chiesa di S. Agostino

MODENA. Eccola, la “nuova” chiesa di Sant’Agostino che riaprirà con una messa solenne domenica prossima, dopo i restauri per il terremoto.

È don Paolo Notari, parroco della seconda più importante chiesa della città, ad accompagnarci nella visita di ieri, giorno di sant’Agostino. C’erano ancora anche tecnici al lavoro e una suora stava lucidando un candelabro. C’è emozione, si percepisce, per la riapertura, costata 750 mila euro di interventi, alla presenza del vescovo.

Modena, S. Agostino: viaggio nella splendida chiesa ritrovata


«Come vede - spiega don Paolo - nella grande aula della chiesa ci sono ancora lavori da fare, ma contiamo di arrivare pronti. A breve ad esempio sarà pronto anche il nostro organo di Traeri, uno dei più preziosi, mentre vede il nuovo altare già predisposto. Penso ci sia molto interesse per la nostra chiesa che riapre i battenti, anzitutto dal punto di vista religioso: è una parrocchia molto frequentata che è rimasta chiusa per oltre sei anni. Ma non solo, c’è attesa anche dal punto di vista turistico: molti vogliono ammirare le opere d’arte; proprio l’altro giorno dei turisti scozzesi mi hanno mandato una mail chiedendomi notizie».

Per chi ama l’arte qui dentro c’è solo l’imbarazzo della scelta. «In questa chiesa gestita dagli Agostiniani e poi divenuta con Francesco III parte dell’ospedale omonimo - continua il parroco - abbiamo tante opere d’arte, ben restaurate, come il Compianto di Begarelli del ‘500, il soffitto di Francesco Stringa, opere di Tomaso da Modena e altri maestri che hanno realizzato il notevole apparato scultoreo. Abbiamo restaurato anche l’altare della Cintura, importante perché si festeggia la prima domenica dopo sant’Agostino. Ecco il motivo della riapertura del 2 settembre». E non è finita.

L’anno prossimo serviranno altri lavori alla bellissima decorazione interna e ci dovrebbe essere tempo per mettere in sicurezza il percorso di visita al sottotetto. Un luogo straordinario dal punto di vista storico ed architettonico: quando il pubblico lo vedrà sarà una sorpresa. —