Castelfranco, rubano un'auto e la bruciano

A fuoco un’Audi A3 distrutta dalle fiamme davanti alla villa di via Fossa Vecchia, l’ex residente: «Una volta era un edificio di pregio. Ora è solo luogo di degrado»

CASTELFRANCO. Un nuovo caso di auto incendiata si è verificato a Castelfranco nella notte fra giovedì e ieri. I cittadini sono piombati nuovamente nel timore che qualche piromane, come quello che ha tenuto in scacco il paese la scorsa settimana, fosse entrato in azione. Si sono risvegliati con questo stato d’animo in particolare i residenti della frazione di Piumazzo, ieri mattina, dopo il rogo che ha completamente bruciato un’Audi A3 nelle campagne al confine con il Bolognese, in via Fossa Vecchia, all’incrocio con via Piumazzo.
Perché il pensiero e il timore di molti è subito corso agli ultimi, recenti nove mezzi incendiati nel giro di appena 28 ore, tutti ad opera della stessa persona poi arrestata da carabinieri e municipale. Ma la storia racchiusa dietro a questo nuovo rogo doloso ha un’origine molto differente.
L’Audi andata a fuoco, infatti, era stata rubata a una donna rumena residente a Bologna. E nelle ore immediatamente precedenti al rogo, avvenuto poco fopo la mezzanotte, era stata utilizzata dai malviventi per compiere furti a ripetizione (vedi articolo a pag. 12). Immediatamente sono partite le indagini avviate dai carabinieri e dalla polizia municipale di Castelfranco dopo che i vigili del fuoco di Modena avevano tentato di circoscrivere il rogo.

L’assessore alla sicurezza del Comune, Gianni Gargano, sta monitorando in prima persona l’evolversi delle indagini e rassicura circa l’utilizzo di ogni mezzo a disposizione del Comune per rintracciare i malviventi che, come in questo caso, colpiscono in territorio di confine, tra Modena e Bologna.
L’Audi A3 è stata abbandonata dai malviventi e poi data alle fiamme per corpire eventuali tracce, accanto a una villa padronale in cui ormai non vive più nessuno da anni. Villa abbandonata al degrado.
«Questa proprietà era di una donna bolognese che l’ha lasciata in eredità alla Curia - spiega Z. A., castelfranchese che ha vissuto nell’edificio dal 1995 al 2016 - Io ho vissuto per tanti anni in questa villa: mi sono sempre preoccupato di tenerla in modo decoroso. Mi piange il cuore nel vederla ridotta in queste condizioni. Siamo in una zona di passaggio tra Modena e Bologna. Spesso vengono le coppiette ad appartarsi qui».
Nel cortile che dà sul retro della villa si scorgono rifiuti di ogni tipo, lanciati a terra o raggruppati in tante sporte. Un luogo, dunque, in cui i malviventi hanno pensato di passare inosservati mentre davano fuoco all’auto utilizzata poco prima per compiere reati in altri punti della provincia. —