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Modena, nelle parrocchie sentinelle antiabusi sui minori

Il vescovo: «Formiamo gli educatori e gli allenatori a saper leggere i segnali di disagio e a stare vicino alle eventuali vittime»

MODENA. «Il percorso è iniziato da tempo e in diocesi da oltre un anno ci stiamo lavorando. L’obiettivo è creare un centro che faccia proprie le linee guida che in autunno verranno approvate dalla Cei per fare un lavoro di prevenzione e accompagnamento nei confronti dei minori che subiscono abusi».

L’arcivescovo, don Erio Castellucci, commenta così la lettera che la conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna, i vescovi delle 15 diocesi della regione, ha scritto riguardo la tutela dei minori ri ...

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MODENA. «Il percorso è iniziato da tempo e in diocesi da oltre un anno ci stiamo lavorando. L’obiettivo è creare un centro che faccia proprie le linee guida che in autunno verranno approvate dalla Cei per fare un lavoro di prevenzione e accompagnamento nei confronti dei minori che subiscono abusi».

L’arcivescovo, don Erio Castellucci, commenta così la lettera che la conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna, i vescovi delle 15 diocesi della regione, ha scritto riguardo la tutela dei minori rispetto agli abusi, lettera che inevitabilmente fa riferimento anche ai casi di pedofilia da parte di sacerdoti ma che va molto oltre. «Condividiamo la grande preoccupazione e il dolore espresso da papa Francesco con la ‘Lettera al Popolo di Dio’, sofferto invito ad una conversione personale e comunitaria, che vi invitiamo a leggere e meditare, nelle parrocchie, nei consigli pastorali e nei gruppi di famiglie – scrivono i vescovi della regione -. Egli ci chiede di soffrire insieme a tutto il corpo per aiutarlo. Invitiamo le comunità cristiane in questo inizio dell’anno pastorale a creare occasioni di preghiera e digiuno, di riflessione, di penitenza, per essere uniti al nostro Papa nel suo indiscusso impegno a fare verità e giustizia dentro e fuori la Chiesa. E rinnoviamo il pieno e filiale sostegno al suo servizio fondamentale alla comunione e all’evangelizzazione”. «L’impegno – proseguono i vescovi emiliano-romagnoli – a combattere gli abusi sui minori e sulle persone vulnerabili, sia di potere che sulla coscienza che sessuali, da parte di chierici o di laici nella Chiesa, nella società e nelle famiglie, ci deve vedere uniti. Uniti nella preghiera e nella penitenza, perché le sofferenze delle vittime, che non si cancelleranno, siano condivise e non si ripetano. Perché il male non sia più nascosto ma opportunamente denunciato. Perché il perdono e la guarigione dalle ferite, che pure invochiamo da Dio, con la riparazione del danno, non siano un alibi, ma stimolo a mettere in atto una conversione di tutta la comunità cristiana e della società civile, perché si prendano le misure educative e operative per una prevenzione ampia ed efficace».

I vescovi affermano con forza che «Nessuno deve essere coperto o giustificato, qualsiasi ruolo svolga. Il bene dei minori e dei più deboli deve stare sopra a tutto. Molto dipenderà dai genitori, dagli educatori, dagli insegnanti, dai sacerdoti, dai catechisti: la cura, la protezione, la vigilanza, la formazione propria e dei ragazzi o degli adolescenti, deve creare ambienti e atteggiamenti di vera tutela e deve portare i minori a imparare a difendersi, a reagire, trovando adulti accoglienti e pronti ad ascoltarli e a intervenire». Poi l’annuncio: «In ogni diocesi abbiamo già predisposto un percorso di formazione, in linea con quanto sta preparando la Chiesa italiana, che permetterà di avere alcune persone (quasi tutti laici e laiche) che potranno essere referenti e promotori dei cammini diocesani di formazione e prevenzione per la tutela dei minori».

Non si tratta soltanto della pedofilia nel clero, ma anche di fornire strumenti per riconoscere i segnali e accompagnare i minori più deboli: «Si tratta – riprende don Erio – di attrezzare gli educatori delle parrocchie e dei doposcuola, gli allenatori sportivi, chi è a contatto coi minori a saper leggere i segnali e accompagnare le situazioni di disagio per stare vicino alle persone che subiscono abusi».

Infine don Erio Castellucci commenta rapidamente il ‘caso Viganò’ con le accuse al Papa di aver coperto casi di abusi: «Si tratta di tentativo maldestro di attaccare papa Francesco, mi pare che questo mons. Viganò sia stato smentito e ridimensionato da varie parti, la sua credibilità è molta dubbia». —