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Prignano, prima uno scoppio poi si scatena l’inferno. Devastata dalle fiamme l’azienda Bedini

Tre vigili del fuoco intossicati. Tratte in salvo 400 mucche: tre sono morte. Si indaga sulle cause dell’incendio

Prignano, incendio devasta l'azienda Bedini

PRIGNANO- Un incendio di gigantesche proporzioni ha devastato ieri stalla e fienile dell’azienda agricola di Giuseppe Bedini, a Pescarola (Prignano). Un disastro da centinaia di migliaia di euro di danni, e un’emergenza che ha mobilitato vigili del fuoco da tutta la montagna e non solo (nove squadre da Pavullo, Sassuolo, Fanano, Frassinoro, Pievepelago, Vignola ...

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Prignano, incendio devasta l'azienda Bedini

PRIGNANO- Un incendio di gigantesche proporzioni ha devastato ieri stalla e fienile dell’azienda agricola di Giuseppe Bedini, a Pescarola (Prignano). Un disastro da centinaia di migliaia di euro di danni, e un’emergenza che ha mobilitato vigili del fuoco da tutta la montagna e non solo (nove squadre da Pavullo, Sassuolo, Fanano, Frassinoro, Pievepelago, Vignola e anche Modena più un autoarticolato da Bologna) con più di 40 persone in campo. Le operazioni di spegnimento sono proseguite tutta la notte  



L’allarme nell’allevamento a pochi metri dalla chiesa è scattato verso le 14.30 quando i vicini (il titolare era appena partito per le ferie lasciando a casa le tre figlie) hanno sentito un forte rumore, come un botto, e poi hanno visto il fumo levarsi improvvisamente dalla grande superficie aziendale (più di 3mila metri) sviluppata in tre fabbricati a forma di U comprendenti sala macchine, stalla, sala mungitura e un vasto fienile con balloni posti anche a perimetro che hanno reso complicate le operazioni di spegnimento, così come l’esplosione di una bombola di acetilene in sala macchine. È scattata subito una mobilitazione eccezionale: i vicini sono accorsi a portare aiuto e a condurre in salvo le mucche; da Varana (dove era in corso la sagra) sono arrivati in massa con trattori e botti così come hanno fatto tutti gli allevatori della zona. Gente da Castelvecchio, Prignano, fino a Montegibbio, che si è fatta chilometri per scaricare botti che hanno dato un apporto importante ai vigili del fuoco (che hanno potuto rifornirsi dall’idrante di Moncerrato). Non si sono certo risparmiati anche loro, portando fuori sulle spalle una sessantina di vitelli che, terrorizzati, non riuscivano a muoversi. Poi altre mucche. Tre di loro (uno di Pavullo e due di Sassuolo) hanno avuto mancamenti per lieve intossicazione e sfinimento: sul posto due mezzi dell’Avap di Serramazzoni (uno è arrivato immediatamente perché era di vigilanza alla sagra) e uno della Cri di Prignano. È arrivato anche l’elicottero da Pavullo pronto al trasporto a Fidenza di uno dei tre, ma poi il quadro è migliorato e alla fine tutti e tre i pompieri hanno rifiutato il trasporto in ospedale riprendendo le operazioni. Anche un operaio si è fatto male a una caviglia nel portare fuori gli animali, ma anche lui è rimasto lì ad aiutare.



Alla fine, sono state salvate 300 mucche (più i vitelli), solo tre non ce l’hanno fatta e sono morte tra le fiamme. Le altre sono state portate in un recinto ricavato in tempi rapidissimi nel campo a lato dell’allevamento. Non ci sono stati feriti né sfollati, grazie alla rapidità d’intervento che ha permesso di salvare le case lì a una decina di metri, e anche la sala mungitura. Aspetto questo di particolare rilevanza, perché ha consentito di tenere lì le mucche (per quanto all'aperto), senza complicate ricollocazioni. Il danno però è enorme nel principale allevamento della zona, Prignano ma non solo. Raggiunto dalla notizia, Bedini è tornato di corsa dalle ferie verso le 18.30 e quasi non si reggeva in piedi quando ha visto la devastazione: il colpo è tremendo, per quella che è sempre stata sul territorio anche un'azienda modello per serietà ed efficienza. Le cause sono da accertare: a ieri sera i vigili del fuoco lasciavano ancora aperta qualsiasi ipotesi, accertamenti in corso anche dai carabinieri di Prignano. Per tutta la serata l’Avap è rimasta in supporto ai vigili del fuoco (sul posto anche le Gev di Pavullo), in caso di nuovi malori legati all’enorme quantità di fumo. —