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Apre la scuola “depotenziata” di Finale. Sabato taglio del nastro

Suona la prima campanella a due anni dall’inchiesta che bloccò il trasloco.  I tecnici hanno stabilito che l’edificio è sicuro nonostante il calcestruzzo utilizzato

FINALE. Era il 23 aprile 2016 e la cerimonia di presentazione delle nuove scuole medie “Frassoni”, costruite dopo il terremoto, venne controllata a vista dalla polizia, che vietò l’accesso ai cittadini. Era l’inizio dell’inchiesta “Cubetto”, legata al sospetto utilizzo di calcestruzzo depotenziato. A distanza di due anni l’indagine è ancora in corso, trasferita per competenza territoriale alla procura di Piacenza e di cui si sono perse le tracce, ma in compenso la scuola aprirà, tale e quale ...

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FINALE. Era il 23 aprile 2016 e la cerimonia di presentazione delle nuove scuole medie “Frassoni”, costruite dopo il terremoto, venne controllata a vista dalla polizia, che vietò l’accesso ai cittadini. Era l’inizio dell’inchiesta “Cubetto”, legata al sospetto utilizzo di calcestruzzo depotenziato. A distanza di due anni l’indagine è ancora in corso, trasferita per competenza territoriale alla procura di Piacenza e di cui si sono perse le tracce, ma in compenso la scuola aprirà, tale e quale, fatta eccezione per il tetto risistemato dopo che il forte vento sradicò la copertura.

La cerimonia si terrà sabato, a due giorni dal suono della prima campanella dopo una tambureggiante attività dell’amministrazione e degli uffici comunali. Perché da marzo, data in cui i periti del tribunale civile di Modena hanno sancito la sicurezza dell’edificio nonostante l’uso di calcestruzzo con un indice inferiore rispetto a quello di capitolato, il Comune ha attivato una serie di procedure necessarie ad entrare in possesso delle “Frassoni”. La ditta A&C ha completato gli ultimi lavori, i genitori hanno imbiancato alcune aule e una società di traslochi ha trasferito il mobilio dalla vecchia sede di via Rovere. E ora appare tutto pronto per aprire - davvero - alla cittadinanza le porte della scuola, realizzata grazie anche alle imponenti donazioni post terremoto. Tre milioni, infatti, arrivano dalla generosità dei privati: Italia dei Valori (1,7 milioni), Lions Club, Sacmi Imola, Provincia di Bolzano e suoi Comuni, Axa Italia e il Comune francese di Greziéu La Varenne, gemellato con Finale. Non a caso per sabato è prevista una ricca lista di autorità che interverranno: la prima parola per i saluti istituzionali spetterà all’assessore Fernanda Paganelli, poi ci sarà spazio per il sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi; l’assessore regionale alla Scuola, Patrizio Bianchi; la dirigente dell’istituto comprensivo, Annalisa Maini; il capo dell’Agenzia alla ricostruzione, Enrico Cocchi; Gabriele Sabatosanti, past direttore internazionale Lions Club, Arno Kompatscher, presidente della provincia di Bolzano. Chiuderà la cerimonia il sindaco Sandro Palazzi.

Si chiude così una delle più clamorose vicende della ricostruzione, che ha contribuito allo stravolgimento degli assetti istituzionali, aperto un duro confronto tra Comune e Regione per le divergenti strategie di adottare con le aziende appaltatrici e innescato una corsa contro il tempo, che non era così scontata. Ci sarà tempo per le celebrazioni e i discorsi augurali, ciò che conta è che studenti e docenti possano finalmente contare su classi accoglienti e funzionali, in attesa che venga fatta chiarezza su eventuali responsabilità di un’inchiesta aperta dalla Procura di Modena con tanto di accuse pubbliche a oggi in parte ridimensionate.