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L’Idéa ha fatto centro In settemila per parlare di cultura e ascoltare anche Daverio e Mieli

FORMIGINEUn cambio d’immagine ed una nuova grafica ad animare “Idéa”, prima edizione del festival del pensiero nato sulle orme dell’ormai quasi decennale “WeCanCult”, evento culturale e di...

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Un cambio d’immagine ed una nuova grafica ad animare “Idéa”, prima edizione del festival del pensiero nato sulle orme dell’ormai quasi decennale “WeCanCult”, evento culturale e di approfondimento che ha richiamato tra i maggiori personaggi del panorama culturale italiano allo storico castello. L’evento ha attirato circa settemila persone per gli otto eventi che si sono susseguiti nell’arco di tre giorni, con cifre che sono arrivate a sfiorare le mille e le duemila persone rispettiv ...

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Un cambio d’immagine ed una nuova grafica ad animare “Idéa”, prima edizione del festival del pensiero nato sulle orme dell’ormai quasi decennale “WeCanCult”, evento culturale e di approfondimento che ha richiamato tra i maggiori personaggi del panorama culturale italiano allo storico castello. L’evento ha attirato circa settemila persone per gli otto eventi che si sono susseguiti nell’arco di tre giorni, con cifre che sono arrivate a sfiorare le mille e le duemila persone rispettivamente per le serate di venerdì e di sabato, dedicate al suggestivo spettacolo di proiezioni architetturali sul Castello di Formigine. Mario Agati, assessore alla cultura, spiega che: “Siamo partiti nove anni fa con “WeCanCult” quasi per scherzo: era l’epoca di Obama, del “yes we can”, non avevamo le risorse per fare un vero e proprio festival della cultura quindi abbiamo fatto una forzatura all’inglese per dire che noi possiamo fare cultura. La formula ha poi avuto grande successo, abbiamo avuto decine e decine di autori, praticamente tutti i più grandi intellettuali italiani sono passati per Formigine. Andando avanti l’inglesismo non piaceva più così tanto, sapeva un po’ di vecchio e di stantio, così quest’anno, come ultimo anno, abbiamo provato a cambiare. Ci siamo chiesti cosa mancasse in giro, siccome in Italia ci sono ormai festival su tutto e su tutti, e come una battuta ci siamo poi detti che “in Italia manca il pensiero”, così abbiamo deciso di fare una festa del pensiero. Io la volevo chiamare “Formigine pensa”, ma per fortuna i creativi hanno tirato fuori il logo “Idéa”, tra l’altro con un richiamo alle lettere greche ed alla classicità perché, come dico ogni tanto ai miei studenti, dopo i grandi classici greci sui vizi e le virtù degli uomini è già stato detto tutto. Poi ci piaceva il concetto di idea perché l’idea molto più del pensiero chiama al concetto di “ideale” e secondo me di questi tempi ce n’è bisogno, c’è bisogno che anche e soprattutto i politici tornino a pensare, a guardare in alto, a guardare l’orizzonte e ad avere degli ideali”. Pieno successo dunque per il Comune di Formigine, che riesce di anno in anno ad offrire cultura in maniera non solo gratuita ma anche attraente, tanto da aver ottenuto numeri da record nonostante le numerose iniziative in programma presso altri comuni ed il forte richiamo a godersi l’ultimo fine settimana al mare che ha portato tanti modenesi sulla costa adriatica. I numeri parlano di un crescendo che va dalle cinquecento persone richiamate da “Marco Remondini Trio” nella serata di venerdì alle oltre ottocento attirate da Philippe Daverio nella giornata di domenica. Non da meno è stato Paolo Mieli, che sabato ha parlato a settecento persone, tante quante hanno assistito all’intervento di Marco Bianchi sempre nel corso della giornata di domenica. Tra gli autori presenti è da ricordare anche Giancarlo De Cataldo, che ha ottenuto un pubblico di circa trecento persone, giunto poi a sfiorare il migliaio nel corso della stessa giornata di sabato per “Vito e il duo sconcerto”, subito prima del boom indiscusso del Castello Errante. —