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Minniti: «Cpr a Modena? Il Governo vada avanti»

Così l’ex ministro dell’Interno ieri sera a Ponte Alto dove ha parlato di sicurezza E Muzzarelli rivela : «Furti in casa? Purtroppo sono venuti anche da me»

MODENA Uno ha subito un furto in casa, l’altro… anche. Perché è partito dal loro essere comuni cittadini, e dunque dell’aver fatto i conti personalmente con i ladri nelle loro abitazioni, il dibattito sulla sicurezza che ieri sera, alla Festa provinciale del Pd di Ponte Alto, ha visto protagonisti l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti e il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli.

Un faccia a faccia preceduto da un lungo giro alla festa per il parlamentare Pd, che è entrato nelle cucine dei ...

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MODENA Uno ha subito un furto in casa, l’altro… anche. Perché è partito dal loro essere comuni cittadini, e dunque dell’aver fatto i conti personalmente con i ladri nelle loro abitazioni, il dibattito sulla sicurezza che ieri sera, alla Festa provinciale del Pd di Ponte Alto, ha visto protagonisti l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti e il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli.

Un faccia a faccia preceduto da un lungo giro alla festa per il parlamentare Pd, che è entrato nelle cucine dei ristoranti per incontrare e ringraziare i volontari. Ad aprire il confronto è stato quindi il primo cittadino modenese, che ha ringraziato l’ex ministro, «con il quale ho lavorato molto bene per il concerto di Vasco Rossi, ma abbiamo lavorato insieme anche sulla sicurezza. Del resto oggi l’insicurezza esiste, al di là della percezione, e se è vero che i reati sono in calo, l’unico che sta crescendo e che mi preoccupa pesantemente è quello dei furti in casa.

Lo dico perché ero a letto quando hanno rubato a casa mia - ha rivelato Muzzarelli, suscitando l’immediato «eh, sono venuti anche da me» del parlamentare - anche se oggi c’è troppa demagogia, con vere e proprie “fake news” sul rapporto tra reati e immigrazione». Quindi, attaccando il governo sul fronte sicurezza, il primo cittadino ha ricordato che «noi come sindaci siamo sempre più soli: prima al ministero avevo un amico, quindi quando avevo un problema prendevo su il telefono e parlavo, ma adesso hanno smantellato tutta la struttura dell’autonomia locale».

La parola è quindi passata all’ex ministro, che è partito dal tema della percezione: «Abbiamo parlato di percezione di insicurezza per troppo tempo - ha spiegato - senza capire che dietro c’era un sentimento. Insomma, non abbiamo capito il sentimento di radicale insoddisfazione di tante persone che si esprime con la rabbia. Ecco, se di fronte a questo sentimento io rispondo con le statistiche, non entro veramente in comunicazione con le persone. Se c’è un cittadino preoccupato per la condizione di sicurezza nel suo quartiere - ha detto ancora Minniti - e io gli rispondo con le statistiche, magari dicendo che nel 2017 abbiamo avuto il più grande calo dei reati degli ultimi dieci anni, non entro in sintonia con lui. Anche per questo, noi quest’anno abbiamo pagato una rottura sentimentale che ha portato alla più grande sconfitta elettorale di sempre».

Secondo il parlamentare dem, insomma, «non abbiamo capito che il nostro dovere è stare accanto al cittadino che ha paura per il suo quartiere e ascoltarlo, perché quel cittadino si è comprato la casa con i risparmi di una vita e non può cambiarla, oppure paga un affitto e non può permettersi un canone più elevato in un quartiere diverso. Stiamo parlando dei soggetti più deboli ed esposti: se la sinistra non sta con loro, con chi sta? Per troppo tempo non abbiamo capito che la sinistra deve stare con quelli che la mattina prendono l’autobus». A margine l’ex ministro ha toccato anche il tema Cpr, il Centro per i rimpatri che, secondo il programma del ministero, aprirà a Modena (per tutta la regione) all’ex Cie di via La Marmora: «L’auspicio è che il progetto vada avanti». —