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Punto da un calabrone, muore sul trattore

Il 63enne Amedeo Gessani attaccato nel suo castagneto. L’amico: «L’ho visto perdere forze, voleva tornare a casa»

SESTOLA

Ancora un morto per choc anafilattico in seguito a una puntura di calabrone in Appennino, il terzo in poco più di un mese: non era mai accaduto. La nuova vittima è Amedeo Gessani, 63enne nato e cresciuto a Vesale di Sestola, conosciutissimo sul territorio anche per il lavoro di allevatore: con la sua stalla (una trentina di mucche) è uno dei cinque soci del caseificio Santa Lucia.

Ieri mattina era uscito di casa - vive al civico 133 di via Vesale - verso le 8.30 per andare nel suo ca ...

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SESTOLA

Ancora un morto per choc anafilattico in seguito a una puntura di calabrone in Appennino, il terzo in poco più di un mese: non era mai accaduto. La nuova vittima è Amedeo Gessani, 63enne nato e cresciuto a Vesale di Sestola, conosciutissimo sul territorio anche per il lavoro di allevatore: con la sua stalla (una trentina di mucche) è uno dei cinque soci del caseificio Santa Lucia.

Ieri mattina era uscito di casa - vive al civico 133 di via Vesale - verso le 8.30 per andare nel suo castagneto tra i boschi della montagna di fronte, in cima a via Casone. Aveva portato con sé un “frullino” per tagliare l’erba attorno ai castagni, così da consentire una migliore raccolta tra alcune settimane. Dopo un po’ lo ha raggiunto l’amico Angelo Pisano, 66enne di Soliera che da otto anni viene in affitto da lui per il periodo estivo. Voleva fare due chiacchiere e vedere come andavano le cose. A un certo punto le operazioni di taglio li hanno portati vicino a un albero dove alcuni calabroni rossi avevano fatto il nido: al rumore del frullino sono usciti i primi e poi tutti gli altri. Uno ha colpito Angelo dritto alla guancia sinistra («l’ho visto arrivare dritto come una pallottola» ricorda), pressoché in contemporanea un altro si è posato sulla testa di Amedeo: «Gli ho detto: “Guarda che ti punge” - racconta il testimone - e lui se l’è scosso via con la mano, ma evidentemente era troppo tardi. Siamo venuti via subito: io non ho accusato particolari disturbi, solo un rossore, e anche lui sembrava stare bene. Poi però nel chiudere il cancelletto che ripara il castagneto dagli animali l’ho visto all’improvviso quasi senza forze: “Sai che non mi sento bene? Vado giù a casa col trattore” mi ha detto. Gli ho risposto che lo seguivo a piedi. Dopo neanche cento metri vedo che il trattore si ferma ai lati di via Casone e rimane acceso. Corro, perché penso a un malore dopo l’episodio del cancello, e lo trovo accasciato contro la portiera. Non riesco ad aprirla da fuori (Angelo ha anche un braccio ingessato per la rottura di un polso, ndr) entro dal retro cabina, provo a scuoterlo ma niente: non dava già più segni di vita. È stato come perdere un fratello per me: eravamo molto amici».

Erano le 9.20: l’allarme ha portato sul posto l’ambulanza 118 di Fanano con medico e quella dell’Avap di Sestola. Per 20 minuti si è tentato in tutti i modi di rianimare Gessani, ma poi ci si è dovuti arrendere. Sul posto anche i carabinieri di Sestola per gli accertamenti di competenza: nessun dubbio sulla dinamica, tanto che la Procura ha messo subito la salma a disposizione della famiglia, che ha già potuto fissare i funerali (seguiti dalle onoranze Zaccarini) per domani alle 10 nella chiesa di Vesale. Stasera alle 20 il rosario presso l’abitazione. Amedeo lascia la sorella Gabriella e la compagna Michela, che l’aiutava nell’attività.