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Virus West Nile, morti due modenesi Sedici persone sono ancora ricoverate

Policlinico e Ausl rendono pubblica la situazione solo dopo la denuncia di una famiglia. Nemmeno il sindaco era informato

MODENA. Due morti. Di loro, fino ad oggi, non si sapeva nulla. Policlinico e Ausl non lo avevano comunicato. Altre sedici persone sono ancora ricoverate, chi in miglioramento, chi ancora in prognosi riservata. Sei sono state dimesse. Sembra un bollettino di guerra, in realtà è la situazione modenese delle persone che hanno contratto il virus West Nile, un quadro fino a ieri ignoto perchè le autorità competenti non avevano mai diffuso nessuna notizia. E non lo avrebbero fatto nemmeno ieri, se ...

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MODENA. Due morti. Di loro, fino ad oggi, non si sapeva nulla. Policlinico e Ausl non lo avevano comunicato. Altre sedici persone sono ancora ricoverate, chi in miglioramento, chi ancora in prognosi riservata. Sei sono state dimesse. Sembra un bollettino di guerra, in realtà è la situazione modenese delle persone che hanno contratto il virus West Nile, un quadro fino a ieri ignoto perchè le autorità competenti non avevano mai diffuso nessuna notizia. E non lo avrebbero fatto nemmeno ieri, se non fosse arrivata la denuncia dei familiari di una delle vittime.



Graziano Gazzotti aveva 82 anni. Stava bene, un quadro clinico eccellente per una persona della sua età. Non soffriva di diabete o di altre patologie gravi e il 20 agosto scorso è deceduto. Colpa di una febbre altissima, che si è poi scoperto essere dovuta al virus West Nile. Gazzotti ha cominciato a manifestare i primi sintomi il 27 luglio, dopo cinque giorni è entrato in ospedale e dopo pochi giorni il referto del prelievo effettuato al Policlinico ed esaminato a Bologna parlava chiaro: «West Nile positivo - spiega la figlia Ombretta - ce lo hanno detto subito. Tant'è che nessun antibiotico aveva portato ad un miglioramento. E la situazione è peggiorata fino al decesso del 20 agosto».



Sono passati venti giorni e nessuno, in questo tempo, aveva detto nulla: il Policlinico, dove l'uomo è stato seguito e curato; l’azienda Usl, che in materia di sanità pubblica dovrebbe riferire tutte le situazioni di massimo interesse; il sindaco, che è presidente della Conferenza Sanitaria territoriale ed è responsabile della sicurezza sanitaria ha poi fatto sapere che il Comune non era minimamente stato informato; la Regione, che in materia di Sanità ha le massime competenze. Silenzio su tutti i fronti. Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata la replica delle autorità sanitarie che rispondeva all’articolo del nostro sito internet.



E' stata la famiglia, una volta superato il primo dolore improvviso per la perdita di Graziano Gazzotti, a voler rendere pubblico il motivo della sua scomparsa: «Abbiamo pensato fosse giusto dirlo, perchè la gente deve sapere che si può morire anche per una zanzara. Non vogliamo fare allarmismo, ma solo informare». Gazzotti abitava in zona Crocetta, via Mar della Cina si era già lamentata della presenza di troppe zanzare a causa di prati lasciati incolti con l’erba alta: «Lo dico da ignorante - spiega sempre Ombretta Gazzotti - ma se Ausl e Comune dicono che sono importanti gli interventi sul verde, forse qualche disinfestazione preventiva avrebbe fatto bene. Forse l’allarme West Nile è stato sottovalutato». —