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Modena. Spaccata in via Farini alla Gioielleria Nasi ma i ladri fanno cilecca

Alle 3.20 di notte assalto agli orologi e preziosi esposti Riescono a forare il cristallo, ma scatta l’allarme e fuggono

MODENA. Una rosa nella vetrina di cristallo temperato resistentissimo e un buco proprio in prossimità di alcuni orologi antichi preziosi. Ma i ladri, anche se a pochi centimetri dai primi pezzi del bottino, hanno fatto cilecca. L’allarme è suonato rimbombando sotto i portici di via Farini. E anche se era piena notte e probabilmente non girava nessuno, hanno pensato che il rischio era troppo alto per la posta in gioco: alcune decine di migliaia di euro di orologi e preziosi. Così è fallito il ...

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MODENA. Una rosa nella vetrina di cristallo temperato resistentissimo e un buco proprio in prossimità di alcuni orologi antichi preziosi. Ma i ladri, anche se a pochi centimetri dai primi pezzi del bottino, hanno fatto cilecca. L’allarme è suonato rimbombando sotto i portici di via Farini. E anche se era piena notte e probabilmente non girava nessuno, hanno pensato che il rischio era troppo alto per la posta in gioco: alcune decine di migliaia di euro di orologi e preziosi. Così è fallito il colpo alla Gioielleria Nasi.

L’allarme è scattato intorno alle 3.20 della notte tra lunedì e ieri. Il titolare Pietro Nasi, gioielliere molto conosciuto a Modena, si é svegliato e si è recato immediatamente in gioielleria ma era chiusa e in strada non c’era nessuno. “Erano già scappati – ha detto ieri mattina – ho trovato solo il buco in vetrina. Adesso il tecnico dovrà recuperare le immagini della videosorveglianza e donai (oggi per chi legge, ndr) ne sapremo qualcosa di più. Per ora è solo un tentato furto”.

Pietro Nasi ha trovato il foro con la rosa di vetro crepato dentro la vetrina. A un primo sguardo sembra impossibile che sia stato fatto da una mazza o da un punteruolo. Tracce di vetro che sembra liquefatto fanno invece pensare a una fiamma ossidrica o a un acido “sparato”. Saranno comunque i rilievi della Scientifica a chiarire che strumento è stato usato. I ladri, come detto, erano ormai arrivati a fare il foro che collegava direttamente con lo scaffale in vetrina. Erano esposti alcuni orologi antichi di valore e al ripiano superiore dei gioielli. “Non pensavo certo che avrebbero provato a portare via quei preziosi – commenta Nasi stupito – d’altra parte io non lavoro quasi mai dentro la gioielleria. Come scritto nel cartello, ricevo su appuntamento”. Resta il danno ingente alla vetrina spaccata.

Altri tentativi di furto non ci sono stati. Ma Nasi è stato purtroppo vittima della drammatica rapina nel 2010: tre giovani napoletani - poi individuati e portati a processo dopo le indagini della Squadra mobile – assaltarono il negozio legando la commessa e portando via preziosi e orologi per 135mila euro. —

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