Modena: fonderie Madonnina, ora vola anche l’amianto

Un video registrato dalla webcam del comitato rivela il distacco di lastre in eternit  «Il maltempo li ha portati davanti alle nostre case. Vogliamo risposte subito»

MODENA. Qualcuno se li è trovati direttamente davanti a casa, trascinati dal vento dopo un temporale, nei giorni scorsi. Ad altri invece è andata meglio: niente pezzi di eternit arrivati “a domicilio”, ma semplicemente qualche minuto passato a osservare le immagini della webcam installata dai residenti. Fatto sta che alla Madonnina sono ancora le Fonderie cooperative riunite di via Zarlati a far parlare, e in questo caso a far preoccupare i cittadini per la presenza di amianto deteriorato sul tetto di uno dei capannoni della struttura.



Il caso è stato sollevato nei giorni scorsi dai rappresentanti del comitato “RespiriaMo aria pulita”, da mesi in prima linea sulla questione Fonderie e sulle emissioni dell’impianto: una serie di immagini e un video postati sulla pagina Facebook del comitato rivelano la presenza di lastre di eternit danneggiate sulla copertura, mentre in alcune aree del tetto le lastre mancano proprio. «Con i temporali della scorsa settimana - spiega un residente - alcuni pezzi della copertura di un capannone si sono rotti, mentre il vento li ha fatti volare via, in qualche caso trascinandoli davanti alle nostre case».



I rappresentanti del comitato si chiedono quindi «se Arpae e Ausl abbiano mai notato questa situazione, nei ripetuti controlli alle Fonderie, e perché non abbiano mai detto nulla». Di certo, a fotografare la situazione della copertura in eternit è stata la webcam installata dai residenti nei mesi scorsi, con l’obiettivo di monitorare i fumi provenienti dalle Fonderie: «Vogliamo risposte al più presto - spiegano ancora dal comitato - perché da qui a gennaio 2022, quando l’impianto di via Zarlati cesserà di funzionare, ci sono ancora tre anni e mezzo, un po’ troppi se si rischia di respirare polvere di amianto in tutto il quartiere».



E mentre i residenti aspettano una risposta da Arpae e Ausl sui tetti in eternit, l’amministrazione comunale attende ancora quella dell’azienda sul trasferimento dopo il “colpo di scena” estivo: per la nuova sede delle Fonderie, infatti, dopo uno studio che aveva preso in considerazione otto zone della città, era stata individuata un’area industriale nella frazione di Navicello, sull’asse della Nonantolana, ma a fine luglio l’azienda non ha presentato al Comune il progetto per il nuovo impianto. Una scelta legata alla decisione, illustrata nell’ultima riunione con l’amministrazione comunale, di non spostarsi a Navicello, anche perché la costruzione di un nuovo impianto avrebbe costi altissimi: la possibilità allo studio è quella di trasferire la parte produttiva in un’azienda partner della cooperativa, probabilmente in Veneto, mentre una parte dell’attività, quella meno impattante, resterebbe a Modena, in modo da preservare almeno alcuni degli attuali posti di lavoro. Anche su questo aspetto, però, il Comune attende ancora un progetto, che potrebbe arrivare nelle prossime settimane. —