Castelnuovo, donna punta da un insetto «Rischio la vita per un virus»

Vianne Ascari, 36 anni, è stata pizzicata da un pappataci: ora è al Policlinico «Avevo la febbre altissima e stati d’incoscienza, ho i brividi se penso alla causa»

CASTELNUOVO. Ha contratto il virus Toscana a causa di una puntura di pappataci e ora, dopo avere manifestato sintomi come la febbre a temperature altissime, mal di testa terribili e stati d’incoscienza, è ricoverata al Policlinico. Questo il calvario che è costretta a subire Vianne Ascari, 36enne residente a Spilamberto, ma che trascorre la maggior parte della sua giornata a Castelnuovo, dove ha un’attività nel settore del giardinaggio e dove svolge numerose commissioni.

Non c’è solo la West Nile, dunque, a suscitare timore nei modenesi dopo i decessi che si sono verificati nei giorni scorsi. Il virus Toscana si chiama così perché è stato diagnosticato per la prima volta a Livorno: può provocare meningite ed encefalite. «È importantissimo riconoscere questi segnali: questo virus può portare fino alla morte e, probabilmente, se io avessi sottovalutato i sintomi in questo momento sarei in coma». Ha esordito così, ieri mattina, Vianne dal suo letto d’ospedale del reparto malattie infettive del Policlinico, dov’è stata trasferita dopo essere stata portata prima a Baggiovara.


«Sono stata ricoverata sabato, mi hanno trasferita al Policlinico perché qui c’è un reparto specifico - racconta la 36enne - Ho manifestato sintomi importanti e terribili: avevo un mal di testa lancinante, come se avessi un’accetta a sezionarmi il capo. La febbre a una temperatura altissima con gravi tremori e stati d’incoscienza. A questo bisogna aggiungere il male ai polmoni e alla spina dorsale. In ospedale dopo tutti gli accertamenti hanno riconosciuto il virus Toscana. Voglio fare conoscere la mia situazione per evitare che si manifestino altri casi e per far sì che l’anno prossimo, quando si risveglieranno le larve, ritorniamo daccapo nell’affrontare il problema».

Da tempo Vianne Ascari insiste perché venga effettuata una disinfestazione di massa.

«Non basta mettere le pastiglie nelle caditoie - sottolinea Ascari - esistono prodotti efficaci in grado di combattere questi insetti. Il sindaco ha più volte ribadito che la Provincia non vuole che si faccia la disinfestazione a causa dell’inquinamento. Ma ci sono prodotti in grado di mitigare l’impatto ambientale. Il singolo trattamento è blando: bisogna predisporre interventi di massa perché il problema venga debellato alla radice. Il fatto che io mi ritrovi qui, sul letto del Policlinico, a lottare per la mia vita per colpa di una zanzare mi fa rabbrividire. Io trascorro il 99% della mia vita a Castelnuovo, nonostante viva a Spilamberto dove gli insetti non mi hanno mai pizzicata. A casa, infatti, accendo l’aria condizionata, il problema non si pone. Il virus Toscana non è da sottovalutare. È una malattia che provoca encefalite e meningite. Tutto questo per una puntura di pappataci. Inoltre, mi di cono che ci sono altre persone ricoverate per lo stesso motivo. Bisogna prevenire questo problema. Ho voluto fare conoscere la mia storia a beneficio di tutti, quindi, perché lo scambio di informazioni è importante» conclude Vianne. —