Corpo orrendamente mutilato: è Fogliani di Sassuolo? I Ris studiano il dna

Oggi incarico e verifiche lampo sul cadavere restituito dal mare a Deiva in Liguria. Aveva pesi da sub e cintura al corpo, ed era privo degli arti. Accertamenti “lampo”

SASSUOLO.  Il pubblico ministero della Procura di La Spezia che conduce le indagini, dottoressa Federica Mariucci, conferirà oggi l’incarico per l’autopsia.

Da esaminare, in condizioni precarie, ci sono i resti del cadavere ritrovato nel mare di La Spezia, vicino a Moneglia a Deiva Marina. Cadavere che si sospetta possa essere quello di Pietro Fogliani, l’imprenditore sassolese scomparso proprio nel mar Ligure, da metà agosto.


Ad eseguire l’autopsia sarà l’anatomopatologo Susanna Gamba. Ricevuto l’incarico, avrà il compito di effettuare subito gli esami, nell’ex chiesetta dedicata dell’ospedale Sant’Andrea di La Spezia.



Dovrà ricercare eventuali tracce di violenza sul cadavere, per avvalorare o meno l’ipotesi dell’omicidio. Solo parzialmente suffragata dalla corda e dai pesi da sub che il corpo ha trattenuto.

Non solo, dovrà cercare di comprendere se il distacco degli arti sia dovuto, come è probabile, alla lunga permanenza in mare del cadavere o ad altre cause o concause.

Agli esami, oltre ai diretti interessati (la famiglia dell’imprenditore sassolese è stata avvisata fin da domenica del ritrovamento) parteciperanno all’autopsia i carabinieri del Reparto Investigativo Scientifico di Parma. Dovranno repertare il dna del cadavere, per confrontarlo con quello già raccolto di Fogliani. Una prova che sarà decisiva per sgomberare il campo da ogni illazione - perchè allo stato attuale di questo si tratta - che coinvolge l’ex titolare della Ceramica Serra.



Di certo, se fosse Fogliani, gli scenari che si aprono sono inquietanti. È del tutto evidente che il cinquantenne ex imprenditore non si possa essere suicidato, circostanza che è stata esclusa da subito dagli investigatori. Aveva appena finito di vendere, in cambio di 56 milioni di euro, l’azienda di Torre Maina. E aveva tutta l’intenzione di godersi la vita, come lascia intendere l’avventura del viaggio in barca, una delle tante che aveva affrontato da ultimo. Eppoi si trattava di una persona decisa, di carattere.

Esami, come riferito ieri, saranno effettuati anche sull’imbarcazione Lulubelle dell’imprenditore che, trovata in folle, è stata trasportata dalla corrente fino sul mare di Livorno, dove è tuttora sotto sequestro a disposizione dlela Procura. Si tratterà di cercare riscontri compatibili con la salma che è stata restituita dal mare



Procura e carabinieri hanno a disposizione anche gli oggetti - un coltello e un proiettile - trovati nel marsupio che aveva il cadavere rinvenuto nello specchio d’acqua davanti a Deiva Marina. L’impressione è quella che il proiettile (di una marca non commercializzata in Italia) fosse una specie di portafortuna, poiché era all’interno di una boccetta di plastica. Il coltello sembra invece una semplice lama da cucina. E poi c’era, la cintura con i pesi da sub, con le corde per tenerla. I carabinieri hanno sequestrato anche i resti di un costume e una maglietta. —