Modena e Finale: in centinaia con il Fai per scoprire la città vista dai sotterranei

Numeri da record per la prima delle due giornate dedicate alla visita di luoghi solitamente non accessibili al pubblico E oggi si replica

Modena, con il Fai sottoterra per scoprire la città sotterranea

MODENA. Con la cultura non si mangerà, come riteneva erroneamente un ex ministro, ma a vedere le file di ieri a Modena e Finale qualche dubbio dovrebbe venire.

Erano centinaia, infatti, i modenesi e i turisti che per tutto il giorno si sono avvicinati ai monumenti in centro città e appunto nel provincia aperti dal Fondo per l’ambiente italiano (Fai) in occasione delle Giornate d’autunno.

E oggi si replica, sempre dalle 10 alle 17. Ieri gli appassionati d’arte e storia che hanno visitato il tratto iniziale del canale Naviglio sotto l’Accademia militare, il sistema di dilavamento delle acque del centro storico in via Saragozza, l’ex albergo diurno sotto piazza Mazzini e il celebre Palazzo Borsari di Finale sono stati poco meno di duemila.



E oggi appunto è probabile che, viste le previsioni meteo buone, si replichi.

«Siamo molto felici - spiega Vittorio Cavani, capodelegazione Fai Modena - perché sono state rispettate tutte le aspettative della vigilia. Soprattutto immaginavamo che il Naviglio avrebbe destato curiosità, infatti le prenotazioni sono andate esaurite in poche ore.

All’ex Diurno che verrà restaurato dal Comune sono andate in visita 1200 persone, in via Saragozza si sono presentati in 500 e le visite contingentate sotto Palazzo Ducale dove anCora c’è il Naviglio sono state 140.

Il percorso relativo all’acqua con i canali navigabili che caratterizzavano Modena sono piaciuti e ci ripagano del grosso sforzo organizzativo che ha interessato per 5 mesi i nostri volontari. Anche per oggi ci aspettiamo una grande affluenza».

Ci sono state anche molti amanti dell’arte infila presso Palazzo Borsari a Finale, nella Bassa, come ricorda Marina Speciale, responsabile Fai per quell’area della Provincia: «L’antico Palazzo Borsari - spiega - riapriva dopo quattro anni di restauro a seguito dei danni riportati dal terremoto del 2012. E il pubblico è molto interessato».

Per quanto riguarda il capoluogo, come per quanto concerne Finale che per tre secoli è stata al centro del passaggio tra l’ex capitale del ducato Ferrara e la nuova Modena, va ricordato che l’acqua era la via di collegamento principale.

I canali erano importantissimi, e il Naviglio era il principale, perché immettevano nelle “autostrade” dell’epoca, il Secchia, il Panaro, il Po che si allunga fino al mare, tutti fiumi percorribili in barca. Il centinaio di ragazzi delle scuole di Modena e Finale, reclutato dal Fai per fare da “ciceroni” ai turisti, spiegheranno anche oggi tutti i segreti delle nostre città. Quale il modo migliore per conoscere meglio e sotto una nuova luce le strade e i palazzi che vediamo ogni giorno? —