Modena. L'azienda Panini in vendita: il prezzo è di un miliardo

Indiscrezioni sull’incarico che l'impresa di figurine ha dato a una banca Usa per valutare i gruppi interessati. Il proprietario è Sallustro



MODENA. Di solito è il quotidiano Il Sole 24 Ore a rilanciare la notizia della vendita della storica azienda di figurine Panini, più o meno ciclicamente, e prima o poi è possibile che queste anticipazioni possano trovare conferme successive. L’ultima volta era accaduto nel febbraio scorso e ora l’argomento è tornato d’attualità. Secondo il giornale economico sta accadendo, come sempre nell’anno dei Mondiali di calcio, che il fatturato di Panini compia un balzo verso l’alto. L’azienda è attiva in 125 Paesi e le stime per quest’anno prevedono che, rispetto agli abituali 500 milioni di euro, si possa passare a una somma compresa fra i 700 e gli 800 milioni: e questi dati stuzzicherebbero di nuovo l’appetito di Fondi e multinazionali statunitensi. Oppure può anche essere che sia la stessa attuale proprietà a valutare che possa essere giunto il momento ideale per fare cassa con una vendita. Sta di fatto che di nuovo se ne parla in più ambienti.


L’azienda storica fondata nel 1961 dai fratelli Panini dalla fine degli dagli anni Ottanta è passata di mano più volte, a partire dal Gruppo inglese Maxwell, poi negli anni Novanta subentrò anche Marvel e nel 1999 il Gruppo Merloni, uscito di recente per lasciare il controllo aziendale all’attuale Ad Aldo Hugo Sallustro.

Lo stesso quotidiano economico sottolinea che « negli ultimi dieci anni gli azionisti di Panini hanno esplorato già altre volte la strada della vendita, che però non si è mai concretizzata» e quindi evidenzia che «l’asticella di prezzo è elevata: si parla, in ambienti finanziari, di una valutazione superiore al miliardo di euro».

Già nel 2014, l’anno dei Mondiali di calcio in Brasile, era stato affidato un incarico alla banca d'affari Nomura, ma alla fine nessuna ipotesi di trattativa aveva preso corpo in maniera significativa.

Secondo Il Sole 24 Ore ora «sarebbe stato conferito dagli azionisti di Panini un incarico alla banca d’affari americana Lincoln International per valutare eventuali gruppi interessati. L’obiettivo sarebbe quello di far partire, nelle prossime settimane, un’asta ristretta a pochi soggetti: secondo i rumors potrebbero essere invitati a visionare il dossier al massimo 4-5 soggetti, dei quali la metà fondi di private equity internazionali e l’altra metà gruppi strategici, nel dettaglio grandi multinazionali americane. Una delle ipotesi, circolata però in passato, era stata anche quella della fusione con il gruppo newyorkese The Topps Company, multinazionale nata nel tabacco ma poi sviluppatasi nel business degli album di figurine negli Stati Uniti (soprattutto nel baseball) ma anche in Europa con i diritti della premier League inglese dopo aver rilevato le attività della Merlin Publishing. Resta da capire se Topps potrebbe essere (o meno) tra gli interessati».

Il quotidiano di Confindustria ricorda che quando, dopo 17 anni, la famiglia Merloni è uscita dalla società la valutazione dell'azienda si aggirava sui 750 milioni di euro. L’attuale compagine societaria è formata, oltre che dall’Ad Sallustro, da Anna Baroni, che ricopre l’incarico di presidente, e Maria Francesca Baroni. —