Emissioni in Fonderia: si accende la centralina ma l’impianto è chiuso

Un’iniziativa presentata come un passo verso una qualità dell’aria migliore nella zona a ridosso delle fonderie di via Zarlati rischia di trasformarsi in una beffa. La denuncia del Comitato alla Madonnina

MODENA. Un’iniziativa presentata come un ulteriore passo nella direzione di una grande attenzione alla qualità dell’aria, nella zona a ridosso delle fonderie di via Zarlati, che rischia invece di trasformarsi in una beffa.

Così, almeno, la stanno vivendo gli appartenenti al comitato nato per chiedere di fermare le emissioni con odori sgradevoli alla Madonnina, da quando giovedì è entrata in funzione l’apparecchio di monitoraggio.


Si tratta di una centralina di Arpae che, come previsto dal programma della campagna di monitoraggio ambientale della qualità dell’aria, è stata installata in fondo a via Don Zeno Saltini, in prossimità dello stabilimento, con vista proprio sulle Fonderie.

Questa centralina resterà accesa soltanto quindici giorni e, per queste due settimane di inizio novembre, rileverà i valori degli elementi inquinanti come il benzene.

Un ulteriore elemento di garanzia per i residenti, verrebbe da dire.

E invece no. I residenti fanno notare alcune controindicazioni alla scelta di questo periodo di rilevamento.

Su tutte il fatto che dall’1 novembre alla giornata di oggi, domenica 4 novembre, le fonderie sono rimaste chiuse.

Quindi non hanno lavorato a pieno regime e non sono stati emessi nell’aria i fumi abitualmente lanciati fuori dai camini e al centro della questione.

In secondo luogo, ricordano ancora gli appartenenti al comitato, per essere nuovamente a pieno regime, sul fronte delle emissioni, ci vorranno almeno una decina di giorni, dopo la riaccensione.

Il che significa che tra i cinque giorni del ponte e quello di “rodaggio” post vacanza, le emissioni torneranno nella norma soltanto quando il periodo di rilevamento limitato, stabilito per la centralina Arpae, sarà concluso.

Quindi si rischia di avere delle rilevazioni con dati ben distanti dal reale stato di cose. Anzi, secondo i residenti, la centralina dovrebbe rimanere in funzione almeno 3-4 mesi per ottenere dati davvero attendibili su quale ti po di sostanze vengono respirate in zona. La palla passa ad Arpae e amministrazione comunale. —