Modena, lesioni a neonato: risarcimento di un milione

I genitori accusavano i medici di aver causato un’asfissia encefalopatica alla nascita. Il Policlinico ora chiude la transazione



Modena Si sta per chiudere con una transazione sopra il milione di euro il contenzioso tra il Policlinico e una famiglia modenese per le gravissime malformazioni del loro figlio venuto alla luce nel febbraio 2013 in condizioni drammatiche. Si tratta di una vicenda finora sconosciuta avvenuta alla Struttura Complessa di Ginecologia e Ostetricia.


La madre arrivata a fine gravidanza si fece ricoverare al Policlinico. Durante il parto cesareo nacque un feto vivo “ma non vitale” sofferente di una encelfalopatia definita “ipossico-ischemica” che provocò gravissime patologie permanenti al neonato. Il bambino rimase colpito da paralisi cerebrale infantile alla quale si aggiunsero un grave ritardo mentale e una tetraparesi spastica. Il tutto diagnosticato da numerose visite mediche successive.

GRAVI PROBLEMI Secondo i genitori questi gravissimi problemi - che il loro bambino si sarebbe portato dietro per anni e forse per tutta la vita - erano stati causati da una serie di errori medici. Lamentavano che ci fosse stata un’ostinazione da parte dei medici che la avevano in carico ad effettuare un parto naturale, scelta rivelatasi erronea. Questa decisione avrebbe causato, secondo i genitori, un ritardo nell’estrazione del feto che avrebbe provocato la rottura dell’utero e l’asfissia encefalopatica del nascituro. Con queste motivazioni, i genitori avviarono una richiesta risarcitoria nei confronti della direzione del Policlinico.

L'ITER LEGALE Dopo alcuni inutili tentativi per arrivare a un accordo e dopo una istanza di mediazione ufficiale che non approdò a nulla e di fronte alla resistenza dei genitori che chiedevano spiegazioni e risarcimenti, il caso si è trascinato ancora per qualche mese fino a quando i familiari del bambino hanno fatto notificare dal loro avvocato un’azione civile davanti al Tribunale di Modena con una richiesta risarcitoria di oltre cinque milioni di euro. Il procedimento giudiziario civile è andato avanti fino alla costituzione in giudizio dell’azienda ospedaliera di via del Pozzo, avvenuta pochi mesi fa. Poi è seguito un ripensamento e la direzione generale ha deciso di chiudere questa pesante vicenda con una transazione che fosse soddisfacente per i familiari e il bambino.

Per questi motivi e per “tacitare ogni pretesa”, ora si è arrivati a una chiusura “bonaria” (come si dice in gergo) della vertenza: il Policlinico verserà 950mila euro ai familiari più le spese legali della difesa. In tutto, 1 milione e 63mila euro. —