Parliamoci. Per quando anche l'Aemilia andrà al voto

Sono passati pochi giorni e l’eco della sentenza del processo Aemilia è già scemata. Non che da subito, fuori dai nostri confini, la pioggia di condanne per associazioni e infiltrazioni mafiose in...

Sono passati pochi giorni e l’eco della sentenza del processo Aemilia è già scemata. Non che da subito, fuori dai nostri confini, la pioggia di condanne per associazioni e infiltrazioni mafiose in regione abbia bucato più di tanto lo schermo, il muro di distrazioni e affanni, scosso in qualche modo un’opinione pubblica tutta spread, immigrazione e controriforme pensionistiche. Si è visto un campione del mondo di calcio sbraitare innocenza, si è sentito dire di un ricercato barricatosi con ostaggi in Posta pur di non farsi rinchiudere in cella, poi il mainstream è tornato ad occuparsi d’altro: un po’ di maltempo magari, ma senza esagerare, ché ci sono starlette della tv che lasciano con un selfie capitani di governo e di popolo, di questo popolo, appunto.

Centoventi condanne per milleduecentoventitrè anni di galera, fiumi di documenti che spiegano l’intreccio tra il malaffare delle cosche e la virtù perduta di uno dei cuori pulsanti del sistema Italia restano lì. Cioè qui. A pesare sulla coscienza di chi vuole ancora usarla, nella sfera privata dei rapporti professionali e umani. E in quella pubblica: perché è comunque da chi si assume responsabilità di guida di una comunità, di un territorio che deve giungere l’indicazione, l’esempio, la determinazione a individuare, isolare, contrastare il male. Sarà curioso, quando inizierà la campagna elettorale già iniziata per le elezioni amministrative, vedere quanti candidati sindaci, quali forze politiche, metteranno il tema della legalità in capo ai loro programmi, o almeno dentro: indicando buone pratiche innovative e non solo ripercorrendo luoghi comuni della testimonianza anti qualcosa, selezionando compagni di strada e ambienti di riferimento. E quanti invece lo ignoreranno, affidandosi ad altri claim oggi più in voga, magari nascosti sotto l’ insegna di un civismo che senza valori autentici sconfina nel cinismo. Fin troppo facile oggi fare un pronostico: ma speriamo di sbagliarci.

 

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