Modena. Tutti a bordo del “Titanic” per capire con il teatro che ci si salva solo insieme

Si è chiuso con la rappresentazione ‘Il violino del Titanic’ il Festival della migrazione. Circa 200 persone (sarebbero state di più, ma per motivi di capienza molti non hanno potuto partecipare)...

Modena, "il violino del Titanic" per riflettere sul valore della solidarietà

MODENA. Si è chiuso con la rappresentazione ‘Il violino del Titanic’ il Festival della migrazione. Circa 200 persone (sarebbero state di più, ma per motivi di capienza molti non hanno potuto partecipare) hanno preso parte a questa rappresentazione messa in scena dai Cantieri Meticci insieme a tante persone (italiani e stranieri) che hanno risposto all’invito: insieme agli attori professionisti della compagnia.

Infatti, “Il Violino del Titanic” che si ispira al capolavoro La fine del Titanic di Enzensberger, è stato rappresentato da una quarantina di persone che per una settimana hanno provato e modificato lo spettacolo attraverso un riuscitissimo laboratorio teatrale.

Gli spettatori sono stati fatti salire a bordo del celebre transatlantico per vivere da dentro le azioni, le dinamiche e le domande scaturite dall’agonia e dall’affondamento di un mondo. Chi si salva e chi è sommerso? A quale prezzo ci si salva? Quale contributo possono dare i nuovi cittadini nell’impedire il naufragio? Quale ruolo possono giocare l’arte e la cultura in questi nostri tempi di crisi?

Questi sono gli interrogativi indagati durante queste intense giornate di lavoro laboratoriale sotto la guida del regista Pietro Floridia. E il pubblico ha gradito e, in qualche modo, ha anche partecipato in prima persona alla scena: lo spettacolo, molto suggestivo, ha colpito menti e cuori dei presenti e ha dato modo a chi ha speso tempo e fatica per preparare durante una settimana di incontrarsi e accogliersi a vicenda. Sul Titanic, dove tutti siamo alloggiati e dove ci si salva solo insieme.