S. Donnino. Italpizza, protesta Si Cobas «Turni con 16 ore di lavoro»

I dipendenti delle due cooperative appaltatrici denunciano più irregolarità  L’avvocato: «Il contratto è per addetti alle pulizie ma farciscono le pizze»

MODENA. Tensione e richieste di rivendicazioni, culminate con grida di gioia liberatorie da parte dei lavoratori. Questo il clima che si respirava ieri a San Donnino, davanti all’Italpizza, durante una protesta dei Si Cobas.

L’azienda opera nel settore alimentare e ha appaltato a due cooperative la gestione dei lavoratori, i quali presentano rivendicazioni su più punti. E ieri, dopo lo sciopero davanti ai cancelli dello stabilimento, hanno ottenuto un incontro in Prefettura, fissato per il 5 dicembre.

Modena, protesta all'Italpizza di San Donnino



«I dipendenti lavorano con un contratto di pulizia ma, in realtà, svolgono attività connesse con la preparazione delle pizze, come la farcitura - spiega l’avvocato bolognese Marina Prosperi, legale dei lavoratori di una delle due cooperative appaltatrici - Di fatto, non c’è nulla di attinente con le pulizie. Il loro contratto, inoltre, prevede una paga inferiore rispetto a quella prevista dal contratto degli alimentaristi. Gli straordinari non sono mai erogati in modo corretto. E le condizioni di lavoro non sono certo tranquillizzanti. Le donne lavorano tranquillamente di notte. I turni sono tre, ma non ci sono riposi compensativi di legge tra notturno e cambio turno. Anzi, il cambio turno, a volte, viene comunicato direttamente dopo il notturno. Questo comporta che il dipendente, dopo avere lavorato la notte, aspetti di sapere quando riprenderà a lavorare. E, a volte, accade che lo stesso lavoratore si trovi ad affrontare due turni di seguito, per un totale di 15/16 ore consecutive, intervallate da brevi pause. Sui turni di otto ore, infatti, ne sono previste due da 10 minuti l’una. Su quelli di 15/16, invece, si raddoppia: i dipendenti hanno diritto a due pause di 20 minuti».

Anche le buste paga presentano irregolarità. «Dai conteggi fatti, risulta una mancanza di 12/14mila euro a testa a lavoratore rispetto al contratto - prosegue l’avvocato Prosperi - L’azienda utilizza tecniche intimidatorie: abbiamo impugnato lettere di sospensione indirizzate a una decina iscritti al sindacato Si Cobas, di cui cinque donne, che hanno protestato contro le irregolarità. Questi lavoratori, dopo l’incontro di ieri, dovrebbero rientrare in azienda». Numerosi agenti di polizia in tenuta antisommossa ieri erano pronti a ordinare azioni di sgombero ma non è stato necessario, dal momento che il confronto è rimandato a mercoledì.

Intanto l’azienda Hera, in merito alle accuse che sono state lanciate dal sindacato Si Cobas, sottolinea la correttezza del proprio operato riguardo gli appalti di smaltimento rifiuti nella discarica di via Caruso a Modena. —

Serena ArbizziI