Modena. Collins e Augustine, i due acchiappaladri «Qui possiamo vivere senza avere paura»

I due ragazzi originari della Nigeria alcuni giorni fa hanno rincorso un ladro al Direzionale 70 aiutando i commessi della Coop a fermare l’uomo 

MODENA.  Si chiamano Collins e Augustine e sono i ragazzi che alcuni giorni fa hanno rincorso un ladro tra i passaggi sopra elevati del Direzionale 70, aiutando i commessi della Coop a fermare l’uomo che pensava di farla franca dopo aver riempito il suo zaino di generi vari senza fermarsi alla barriera casse per effettuare il pagamento della merce.



L’istinto

Sono entrambi nati in Nigeria, sono due richiedenti asilo in attesa di permesso di soggiorno e sono diventati amici qui in Italia. «Ero appena sceso dall’autobus - racconta Augustine - quando ho riconosciuto il mio amico Collins che stava rincorrendo una persona. Allora sono corso verso di lui e insieme siamo riusciti a fermare quell’uomo che poi ho scoperto che aveva lo zaino pieno di merce appena rubata alla Coop». Colllins ha 22 anni e Augustine ne ha 26, sorridono quando li incontriamo insieme a Jude, il mediatore culturale della cooperativa Caleidos, poiché non si aspettavano di ritrovarsi ritratti sul giornale dopo l’episodio di due giorni fa che ha destato parecchio interesse e curiosità. «A me è venuto d’istinto rincorrere quell’uomo quando ho capito che era un ladro - afferma con fermezza Collins - non sopporto le persone che rubano. Credo che chiunque abbia il diritto di provare a chiedere aiuto se si trova in difficoltà, ma devi anche essere pronto ad accettare il fatto che nessuno te ne dia. Quindi non ti resta che rivolgerti altrove poiché non c’è alcuna giustificazione valida che ti autorizzi a rubare».



il sogno del calcio

Collins e Augustine sono molto giovani, ma dai loro occhi traspare già tanta vita vissuta e purtroppo non di certo spensierata e felice come quella che forse si meriterebbero di aver trascorso due ragazzi della loro età. Le loro storie sono simili e sono quel leitmotiv che ormai non fa più notizia. Collins ha tentato sia la carriera militare che quella sportiva da calciatore nel suo paese, adora il calcio e voci dicono che sia molto bravo: ha giocato per tre squadre importanti ma purtroppo non aveva alle spalle chi poteva sponsorizzarlo per poter proseguire la carriera da professionista. Un suo amico gli ha consigliato di partire per l’Italia.

Collins e Augustine, gli acchiappaladri di Modena

Da lì due anni di peregrinazione tra Niger e Libia dove paura e violenza non sono mancate come da copione. In Libia il peggio, è stato ripetutamente violentato e obbligato a essere omosessuale. A Tripoli era riuscito a trovare un lavoro come fornaio per procurarsi i soldi per imbarcarsi ma un giorno durante una consegna di pane è stato rapito dagli Asma Boy, ormai troppo noto gruppo libico, privo di qualsiasi senso di pietà e moralità, che approfitta dei ragazzi provenienti da altre zone dell’Africa per sequestrarli e torturarli, talvolta fino ad ucciderli a meno che qualcuno non paghi un ingente riscatto per la loro liberazione.

La donna nigeriana, proprietaria del forno pagò, Collins partì ma anche l’attraversata in mare non fu delle migliori. Stipati come topi, partirono di notte e il loro gommone si ribaltò. Furono miracolosamente salvati dalla guardia Costiera Italiana.



Fuga dal villaggio

Augustine, che non ha mai conosciuto la sua mamma e il suo papà e che nel suo Paese aveva intrapreso studi da meccanico grazie ad un uomo benefattore che lo ha aiutato ad imparare il mestiere, ha dovuto scappare dalla Nigeria poiché è stato vittima di un complotto da parte della famiglia dello zio che inizialmente lo aveva allevato dopo la morte dei genitori.

Lo zio si era rivelato crudele nei suoi confronti addirittura accusandolo di omicidio del benefattore amico di Augustine che un giorno venne ucciso improvvisamente nel villaggio. Augustine è costretto così a fuggire dalla sua terra e vive più o meno la stessa avventura di Collins. Sul suo viso ancora la cicatrice di quel colpo sferratogli tramite il calcio di un fucile degli Asma Boy che l’hanno tenuto prigioniero in Libia finché non è riuscito a fuggire.



L’arrivo in Italia

Entrambi sono in Italia da circa due anni e hanno partecipato ad attività di volontariato coordinate dall’Assessorato al Welfare del Comune di Modena. Sono richiedenti asilo in attesa di un permesso di soggiorno. Collins ha prestato servizio anche alla Croce Blu e Augustine ha lavorato come bracciante agricolo nelle campagne modenesi. Sono amici tra loro e hanno un sogno comune: fare i meccanici!

Sono determinati, non se ne vogliono andare dall’Italia e non vedono l’ora di poter trovare un lavoro per ricominciare ad avere una vita indipendente e normale come tutti.

Dicono che amano tutto del nostro paese e adorano Modena: «La gente è simpatica, sempre pronta a scherzare e a darti una pacca sulla spalla».



Ma la cosa più bella che abbiamo, dicono, è che ogni mattina ci possiamo svegliare, liberi, senza avere paura di vivere.

A questo Augustine e Collins non vogliono rinunciare mai più. —