Modena. Seta, clamorosa retromarcia: «Annullata la multa al bimbo fotosegnalato»

Studenti su un bus Seta

Il presidente dell'azienda trasporti di Modena Cattabriga scrive al padre dell'11enne fotosegnalato e multato davanti ai viaggiatori: «Abbiamo deciso di non far più pagare la sanzione da 67 euro a suo figlio»

MODENA. Seta, l’azienda di trasporto pubblico locale, accoglie il ricorso del padre del bimbo di 11 anni che nei giorni scorsi è stato interrogato, “fotosegnalato” e multato davanti ai viaggiatori sul bus perché aveva un biglietto giudicato «non di sufficiente importo» dal controllore.

La vicenda, raccontata domenica dalla “Gazzetta”, ha fatto il giro d’Italia e ora si arricchisce di nuovi particolari. Seta fa dietrofront e nemmeno ventiquattro ore dopo avere difeso l’operato del proprio controllore accoglie il ricorso del padre del bimbo. Ammettendo dunque, implicitamente, di avere torto.



LA LETTERA. Ecco quel che si legge in una breve lettera del presidente di Seta Andrea Cattabriga, giunta alla famiglia del piccolo che venerdì era sull’autobus con gli amici.

«In relazione al ricorso in oggetto, da Lei presentato in data 16 dicembre 2018, Seta Spa, dopo avere svolto gli opportuni approfondimenti e vista la documentazione prodotta, accoglie le motivazioni da Lei addotte e procede, in autotutela, ad archiviare il processo verbale del 14 dicembre a carico di Suo figlio».

NIENTE PIU' MULTA. La lettera, nella quale abbiamo omesso il numero del verbale e il nome del bambino perché minorenne, sembra dunque chiudere almeno la parte burocratica della vicenda. Non ci sarà la multa elevata sull’autobus, del valore di 67 euro e con possibilità di crescere fino a 250 euro in poco tempo. Ma la vicenda, che ha mandato su tutte le furie padre e madre del “protagonista”, resta surreale. Ricordiamola. L’11enne tornava con gli amici da una gara in città e prendeva per la prima volta l’autobus, sul cui mezzo aveva appena vidimato il biglietto datole dalla madre poco prima. Il controllore di Seta - a quanto pare di una azienda cui l’azienda a controllo pubblico subappalta questo lavoro, anche se nulla cambia - definiva appunto il titolo di viaggio insufficiente.



BIGLIETTO VECCHIO. Perché? Nonostante la macchinetta sul mezzo avesse convalidato il biglietto - quindi l’utente dovrebbe a quel punto sentirsi in regola - esso era “vecchio” di qualche mese, quando il singolo viaggio costava 1,30 euro invece degli attuali 1,50 euro. Ma chi aveva già comprato i vecchi ticket? La macchinetta obliteratrice non dovrebbe rilevare questa differenza di venti centesimi. Probabilmente la cosa più grave - che potrebbe anche presto portare a interventi della Regione e del Garante dei minorenni - riguarda però la fotosegnalazione. Il controllore, infatti, ha chiesto al piccolo i documenti che ovviamente non poteva avere. E da lì la fotosegnalazione, nata nel settembre 2017 per evitare che chi viaggia senza biglietto fornisca false generalità.

Seta due giorni fa difendeva, in modo un po’ burocratico, il suo operato salvo poi fare retromarcia il giorno seguente. —