Novi Park, Muzzarelli lancia il referendum «Ricomprarlo? Decideranno i modenesi»

Il sindaco nella conferenza stampa di fine anno si dice soddisfatto del suo percorso e annuncia già i progetti in caso di rielezione: «Nel 2019 un nuovo piano sosta»



Parte dalle parole di sempre - la marcia in più, le cose che stanno accadendo, la forza di Modena, Salvini, Vasco - per arrivare a parole nuove: il Motor show, Esselunga, Prampolini, le pazzie, il referendum. In mezzo ci mette tanti altri concetti, a partire da uno: «Passo avanti», espressione che scandisce chiaramente, nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla sua volontà di esserci. Gian Carlo Muzzarelli si prepara a lasciare le parole dei cinque anni passati per adottare quelle nuove, quelle dei cinque anni che verranno, sempre che quello di maggio-giugno 2019 sia un ostacolo che il “duca” Gian Carlo e il Pd - perché al momento l’orizzonte alleanze è piuttosto desolante - riusciranno a saltare.



SFIDE ATTUALI E FUTURE

Così, con la decisione e la passione di sempre, ieri il primo cittadino e candidato alle amministrative 2019 ha messo in fila le sfide attuali e quelle future nel tradizionale incontro di fine anno con la stampa. E se da una parte ha preferito non elencare le cose fatte «perché in consuntivo c’è troppa roba», dall’altra Muzzarelli ha ricordato che «in questi anni abbiamo creato nuove opportunità per Modena, rafforzando il senso di appartenenza, rilanciando il turismo e la Smart city, difendendo i più deboli con le politiche sociali e avviando la riforma della politica urbanistica. La città ha messo la marcia in più - ha aggiunto il sindaco - ma il bello deve ancora arrivare per rafforzare il valore di Modena: quando non ascolta gli imbalsamatori, la città mostra sempre tutta la sua forza».

E se qualcuno dopo i vari «ci sono, ma bisogna vedere cosa ne pensano gli alleati» aveva ancora qualche dubbio sulla sua ricandidatura, ieri il sindaco ha usato parole inequivocabili: «Io sono sempre pronto a fare un passo indietro - ha detto Muzzarelli - ma adesso mi prendo la responsabilità di farne uno avanti, anche perché la competizione è già partita». Con Gian Carlo pienamente in campo, dunque, resta il pensiero degli alleati che affiancheranno il Pd, a maggior ragione dopo lo strappo di Mdp, che giovedì in Consiglio comunale ha condiviso con l’opposizione l’ordine del giorno sul Modena Park firmato M5S: «Per guidare Modena serve un’ampia alleanza - ha ribadito - una coalizione che abbia Modena nel cuore e nella testa. Per questo, è necessario aprire un confronto sui programmi e sull’idea di città futura, e allo stesso tempo bisogna caricare energia per la città dei prossimi anni». Quindi, entrando nel merito del tema che ha portato alla rottura con Mdp, il primo cittadino si è soffermato sulla gestione del Novi Park e sul rapporto con Modena Parcheggi: «Io penso che la proposta dei Cinque stelle che ha portato a una strana combine con Lega e Mdp sia stata un errore - ha detto il primo cittadino - insomma, non capisco perché dobbiamo restituire a un’azienda i soldi della collettività. Quel parcheggio nel 2047 diventerà di proprietà del Comune, e questo è regolato da un contratto, il che significa che come in tutti i contratti esistono delle penali in caso di recesso: davvero - ha alzato i toni Muzzarelli, rivolgendosi soprattutto all’ex capogruppo Pd Paolo Trande, oggi consigliere Mdp - vogliamo mettere a carico dei nostri figli trenta milioni di mutuo?».

Conferenza di fine anno in Comune a Modena con il sindaco Muzzarelli


IL PARERE DEI MODENESI

Ma il primo cittadino non ha intenzione di sottovalutare il problema posto dai Cinque stelle, con il quale il Pd sta provando a dialogare da alcuni mesi: «Visto che abbiamo appena riformato lo statuto e il regolamento, ora siamo pronti ad utilizzare al meglio lo strumento del referendum. Al Consiglio, dunque, proporrò di affidare la decisione ai modenesi attraverso una consultazione».

Il sindaco, dunque, ha in mente un referendum sul futuro del Novi Park, ma anche novità sul piano sosta: «Chiederemo ai cittadini se davvero vogliono ricomprare il parcheggio adesso - ha aggiunto - mentre io, se sarò riconfermato, proporrò una nuova politica della sosta, ovviamente ridisegnata conti alla mano, sennò stiamo parlando del nulla…». Quindi, sempre guardando al futuro di Modena,ha delineato alcune idee: «Lavoreremo per un polo di fiere e motori alla Porta nord della città, mentre a sud uno dedicato all’agroalimentare. A palazzo Solmi, invece, nascerà un polo della modenesità, mentre alle ex Fonderie riunite ci sarà un polo del lavoro, ma di quello riparleremo a inizio gennaio. Ho tante “pazzie” in testa - ha chiuso Muzzarelli - devo solo trovare degli altri… pazzi che le facciano con me». —