Migliora il 19enne ustionato a Modena. Il papà: «Grazie alla polizia»

Per lo studente di via Blasia ancora lunghe terapie ma le ferite sono ora di secondo grado. Il genitore in questura con doni e biglietto per la Volante: avete salvato mio figlio

MODENA Per quei “ragazzi” è stato il regalo più bello. Perché legato al dolore, alla speranza. E anche a quella consapevolezza che non ha bisogno di proclami, che si autodetermina quando di slancio, d’istinto, di cuore, si compre un “qualcosa” verso il prossimo. È bastato un biglietto con poche parole: «Agli uomini delle pattuglie che intervennero il 5 dicembre in via Blasia 5, salvando nostro figlio. Con infinita gratitudine, la famiglia. Buon Natale».

Un pacchetto con qualche piccolo pensiero per i poliziotti della Volante che quella mattina, in pieno centro a Modena, entrarono nella palazzina attigua alla Sinagoga di piazza Mazzini e tra fumo e macerie presero e portarono fuori sino all’ambulanza il 19enne rimasto completamente ustionato nell’esplosione causa dal gas. Un ragazzo venuto dalla provincia di Torino per studiare presso la facoltà di Ingegneria e che ora si trova da quel giorno ricoverato al Centro grandi ustioni dell'ospedale di Parma, specializzato in questi casi. Il giorno della Vigilia suo papà si era recato in via Palatucci dove ha incontrato un ufficiale della questura: voleva stringere la mano direttamente a chi aveva contribuito a salvare la vita a suo figlio. Ma alcuni agenti erano in giro per la città nel consueto giro di pattuglia mentre erano in ferie, non c’è stata dunque la possibilità di riunirli. Ci ha così pensato l'ufficiale a diffondere l’abbraccio della famiglia e, fatto molto importante, a comunicare anche buone notizie: il genitore ha riferito infatti che suo figlio è nettamente migliorato. Le terribili ustioni di terzo grado che gli ricoprivano il corpo sono un po’ regredite, ora sono diventate di secondo grado. Certo, le terapie sono ancora lunghe, ma ci sono progressi. E questo è il frutto, ha detto il papà del ragazzo riferendo ciò che gli avevano detto i medici di Parma, del tempestivo salvataggio. Nelle fasi più acute non si è perso tempo ad aspettare altri soccorritori e quant’altro: l’averlo fatto raggiungere subito dall’ambulanza ha accelerato i tempi consentendo cure più efficaci. In effetti quella mattina le tre auto della Volante che erano di turno si sono precipitate in via Blasia.

E tra fumo e macerie gli agenti si sono avventurati nel palazzo quando ancora non si sapeva nulla di cosa fosse accaduto. Al secondo piano c’era un mito crollato, una porta chiusa: era da lì che era partito tutto. Il portone era irraggiungibile dal corridoio, allora un agente ha scavalcato un pezzo di muro e nel vuoto del cavedio interno, dove era cadute gran parte delle macerie dello stabile, ha percorso un cornicione sino a raggiungere una finestra dell’appartamento del ragazzo. È entrato, ha buttato giù il portone a calci e poi, assieme ai colleghi che avevano ora la via libera, hanno portato giù in strada il 19enne, tra i residenti sbigottiti che iniziavano a scendere pure loro. Pochi minuti ma fondamentali: in ambulanza subito i primo soccorsi ad hoc e poi il ricovero a Parma, dove è giunto con ustioni che gli coprivano l’80% del corpo. Cosa sia successo quella mattina è al vaglio della procura che ha aperto una inchiesta contro ignoti per disastro colposo. Nel mirino degli esperti la caldaia ma anche l’impianto della cucina, i luogo cioè da dove sarebbe potuto uscire il gas. —