Modena. Duomo, si cambia: non è più una parrocchia

L’annuncio alla comunità conferma le scelte del vescovo Con la riorganizzazione soltanto tre unità pastorali in centro

MODENA. Il Duomo non è più parrocchia. O meglio: dal 20 gennaio la parrocchia del Duomo (chiamata, per l’annuario dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola, “Basilica Metropolitana”) non esisterà più.

L’annuncio, anticipato e ratificato dalla tre giorni pastorale di giugno 2017 e previsto per il 2019, è stato dato domenica ai fedeli nel corso delle celebrazioni.


Cosa succede in pratica? Che il Duomo non sarà più “anche” chiesa parrocchiale (con un territorio ben preciso e una comunità di fedeli di riferimento, la più grande per popolazione del centro storico cittadino dato che nel 2017 contava 4.268 anime), ma “soltanto” la Cattedrale di Modena e dunque il cuore della vita della comunità cristiana della città e della diocesi. Non ci sarà più un parroco dunque (attualmente era don Orfeo Cavallini) e nemmeno una vita pastorale ad hoc (con catechismo, l’amministrazione dei sacramenti, i gruppi che animano le parrocchie ordinarie). Può aiutare a orientarsi quanto scrisse don Erio Castellucci, l’arcivescovo di Modena-Nonantola e il ‘titolare’ della cattedra che fu di San Geminiano, il 10 giugno del 2017 quando diede la notizia alla comunità ecclesiale. «Il territorio della parrocchia della Cattedrale verrà suddiviso fra le tre Unità pastorali del centro storico, favorendo l’assunzione del Duomo a “Chiesa della città”, centro propulsore non solo delle celebrazioni ma anche dell’evangelizzazione».

Un passaggio certamente non indolore per tutti, ma frutto di una riflessione profonda e dettato proprio dallo status particolare della cosiddetta “chiesa madre” della diocesi che ospita, da sempre e inevitabilmente, la maggior parte delle celebrazioni a carattere diocesano. Naturalmente questa decisione non significa certo che le celebrazioni delle messe, sia domenicali che feriali, verranno cambiate o soppresse e dunque il Duomo resta e resterà un punto di riferimento per un gran numero di modenesi. Già da tempo, del resto, non erano certamente soltanto i parrocchiani del Duomo ad andare a messa in Cattedrale e dunque sotto questo profilo cambierà poco. In centro storico ora vi sono tre unità pastorali, unioni di diverse parrocchie: quella di Sant’Agostino e San Barnaba (di fatto già parrocchia unica da una trentina d’anni), quella tra San Francesco e San Pietro e quella tra San Biagio e il Tempio. Il territorio della parrocchia del Duomo, dunque, sarà ritarato tra queste tre unità pastorali e dunque suddiviso per queste altre parrocchie, per il momento però non ci sono ancora certezze pur se la suddivisione avverrà naturalmente su base territoriale. Non è la prima volta che una parrocchia del centro storico cittadino viene soppressa: una ventina di anni fa, infatti, fu la volta di San Domenico subire la medesima sorte. E, presumibilmente, in questo 2019 ci saranno diverse altre novità nella riorganizzazione della Chiesa modenese: il vescovo Erio Castellucci ha più volte ricordato che il percorso iniziato proprio nel 2017 sarebbe stato portato a termine nel corso di quest’anno e dunque, nei prossimi mesi (presumibilmente proprio a giugno) sono attese novità in questo senso in tutto il territorio della diocesi. —

P.S.