XLaw, l’algoritmo anticrimine dà i primi frutti anche a Modena

Il software che prevede i luoghi del crimine spiegato dal suo inventore In altre città i reati sono calati del 30% per cento: già sventati alcuni colpi



Se si vuole prevenire il crimine, la guardia non dovrà più correre dietro il ladro ma lo precederà nel luogo in cui il ladro bazzica per fare i furti. Per questo motivo ieri in questura è stato ufficialmente presentato il sistema innovativo di prevenzione dei crimini predatori (furti, scippi, rapine e le cosiddette truffe agli anziani) che attraverso un algoritmo predice in modo euristico (ovvero in modo intuitivo in base alle circostanze) i punti più probabili in cui può colpire un delinquente. Si chiama XLaw.


La Gazzetta l'ha presentato in anteprima qualche giorno fa e ieri è stato spiegato dal suo inventore, l'ispettore di polizia Elia Lombardo. Il papà del sistema che è già in uso a Napoli, Modena, Venezia, Parma, Prato e presto in altre città e che sta sensibilmente facendo calare i furti e aumentare gli arresti. Per restare solo ai reati, i dati sono: -22% a Napoli e -39% a Prato. A Modena ha debuttato con ottimi risultati all'inizio di dicembre: grazie a XLaw sono stati presi un tunisino ricercato per cattura nella zona stadio ed è stato arrestato un ladro che stava agendo in una abitazione in via Araldi. A Modena, ha spiegato il questore Maurizio Agricola, era già in uso nel 2014 poi era stato sospeso e ora è tornato.

Ma come funziona XLaw? Spiega il suo “papà” (l'ispettore Lombardo l'ha brevettato ma senza scopo di lucro): «Il mio obiettivo, fin dall'inizio, ovvero 22 ani fa, era di fare prevenzione trovando i casi in cui è possibile la predizione di un crimine predatorio. Scippi, furti, raggiri, rapine sono crimini commessi da persone malamente organizzate. Sono spesso semplici balordi ma diventano professionisti proprio perché compiono colpi di routine. Scelgono sempre lo stesso territorio in base a criteri oggettivi e soggettivi come può essere la presenza di un certo tipo di prede o target e anche vie di fuga, rifugi, coperture. Bazzicano in luoghi ricchi e sicuri che per loro diventano vere riserve di caccia e perciò colpiscono in modo ciclico e stanziale».

Per questo motivo Lombardo ha pensato di creare una sorta di città virtuale composta da una ingente massa di dati e elementi combinati: treni in corsa, bus, orari piscine e palestre, scuole e università, teatri e musei, discoteche, ristoranti, combinati con tutti i fattori demografici locali possibili e anche alle condizioni meteo. Questa città virtuale con i suoi intrecci quotidiani si sovrappone a quella reale e si crea un algoritmo che in base al programma XLaw permette di predire dove si trovano le probabili “riserve di caccia” e dovrà potrebbe colpire un ladro o un rapinatore.

In questo modo la mappa di Modena viene coperta di macchie colorate (blu sono le rapine, rossi gli scippi, fucsia i furti ecc) di varia intensità. Lo stato generale è indicato da un coefficiente basato sull'esperienza reale chiamato PCrime. Il coefficiente si aggiorna ogni trenta minuti e indica due ore prima di un possibile evento criminoso la zona urbana dove può verificarsi. Un'indicazione determinante per le pattuglie che hanno l'aggiornamento in tempo reale su una speciale App e per la Sala Operativa che tenne tutto sotto controllo anche attraversi i monitor delle videocamere e il contatto telefonico con i colleghi in strada della Squadra Volante. In un medio periodo, questo sistema e il suo coefficiente PCrime - che indica la pressione criminale sulla città in un determinato momento - permettono di valutare lo stato del territorio e la sua sicurezza. Un sistema che diventa scoraggiante per i criminali di strada, come ha spiegato il questore, e che col tempo dà importanti risultati sia nell'abbattimento dei reati che nell'aumento delle catture ed degli arresti. —

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