La carica dei 152 Tutti a “casa” di Chiara per la città del futuro

Doveva essere una occasione tra amici per scambiarsi esperienze di lavoro È diventata la più grande serata di confronto tra cervelli che Modena ricordi



Alla fine arrivarono in 152. Doveva essere una cena tra amici, i membri della cosiddetta “start up community modenese”, attivata da Chiara Giovenzana quello che potremmo definire, senza timore di smentita, un “cervello di ritorno” dopo essere stata all’estero per una quindicina d’anni. Un momento di incontro e di ritrovo per fare “networking”, ovvero per scambiarsi esperienze, idee, strumenti di lavoro e qualche sogno per il futuro. Pian piano però il numero degli aderenti è cresciuto a dismisura, fino a diventare una serata in cui start up, imprese strutturate, accademici, amici si sono trovati insieme per conoscersi meglio, scambiarsi opinioni e idee, per fare due chiacchiere di lavoro e anche per una serata informale e divertente.


La casa di Chiara, naturalmente, era troppo piccola per contenere prima 50, poi 80 e alla fine 152 persone e dunque Azimut Capital Management Sgr Spa ha accettato di accogliere gli ospiti che, dall’iniziale comunità delle start up, le idee innovative che diventano aziende e che irrompono sui mercati, sono cresciuti anche nella tipologia, comprendendo imprenditori, comunicatori, docenti e ricercatori universitari, ma anche amici e qualche curioso.

«Siamo vicini al territorio e vicini a chi come Chiara, con coraggio e passione, valori che ben conosciamo e condividiamo, cerca di costruire relazioni che creino valore e per questo ci siamo subito resi disponibili per sostenere questa serata, nella speranza di replicarlo al più presto», ha spiegato Marzio Milioni.

C’era, ad esempio, Luca Panini che, oltre alla “Franco Cosimo Panini” si è inventato la start up “Mind” che si occupa di domotica e di come fare diventare intelligenti le case attraverso un sistema di riconoscimento legato all’illuminazione; c’era una giovane di Dubai, Mona, che ha lavorato negli ultimi 5 mesi da Max Mara e che tra pochi giorni tornerà in Medio Oriente con un bagaglio di esperienze e di conoscenze più ampio, oltre che con un grande amore per l’Italia e per l’Emilia in particolare; c’erano vincitori di concorsi pubblici per varie realtà (anche di Modena) e giovani che si sono rimessi in gioco e, dopo anni come dipendenti, si sono inventati un proprio percorso professionale; c’erano, appunto, imprenditori di aziende già affermate ma sempre affamate di contatti e di relazioni e, chissà, della volontà di far crescere una start up offrendo opportunità di sviluppo. E, soprattutto, c’era tanta voglia di conoscersi meglio, di far circolare idee e opinioni, di dare una forma all’innovazione che nel nostro territorio non ha mai fatto difetto.

Intorno a una torta salata o di mele, a una bottiglia di lambrusco o di coca cola, a un cicciolo frollo o a un pezzo di gnocco ingrassato (a proposito, tutto è stato portato dai partecipanti, mettendolo in condivisione e come accade in questi casi con una sovrabbondanza di prelibatezze rispetto al fabbisogno), si è parlato e si sono scambiati biglietti da visita e sorrisi. Sempre con Chiara, perfetta padrona di casa, a fare da regista conoscendo molte persone e, dunque, sapendole mettere in contatto con lungimiranza e delicatezza. È questa la Modena del futuro? Una città capace di far incontrare gli innovatori tra di loro e con il mondo dell’impresa e del sapere? Chiara e tanti dei presenti ne sono convinti. E l’auspicio è che abbiano davvero ragione loro. —



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