Fanano, la frana blocca l’azienda Monte Cimone

La fabbrica di acque minerali è isolata. «Sospesa la produzione». Stop ai camion. Lavori per creare un varco provvisorio

FANANO. È partito ieri mattina a Fanano l’intervento in somma urgenza per ripristinare una possibilità di transito dei mezzi pesanti sulla via per Ospitale, nel punto che ha ceduto domenica mattina.

Siamo circa un chilometro sopra località Due Ponti, dove si è mosso il sottostrada del lato a valle per una lunghezza di 20 metri: è stato istituito il senso alternato per le auto, ma per i mezzi sopra le 3,5 tonnellate c’è il divieto.


Una tegola per la ditta di acque minerali (la Sem Sorgenti Emiliane Modena spa, che produce l’acqua Monte Cimone) che ha sede poco sopra: stop ai camion in entrata e uscita, quindi produzione ferma.

Una situazione estremamente delicata: sul posto per verifiche domenica anche la dirigente di Protezione civile Rita Nicolini, e ieri il Comune è partito con un intervento “express” che, se tutto va bene, forse già domani dovrebbe ridare percorribilità. Si tratta di un allargamento della sede stradale nel lato a monte (quello sano), per permettere intanto un passaggio provvisorio dei camion. Successivamente si agirà nella parte a valle per consolidare la sponda danneggiata e quindi ripristinare la carreggiata.

«Il Comune si è mosso celermente per risolvere: speriamo che tutto vada bene in modo da vedere ripristinato il transito mercoledì, non possiamo assolutamente permetterci di rimanere chiusi ancora», sottolinea Carlo Marconi, direttore dello stabilimento, dove ieri è rimasto tutto bloccato.

«Abbiamo i magazzini pieni – spiega – e non possiamo riprendere la produzione finché i camion non vengono a ritirare l’acqua. È chiaro che il danno è significativo, perché vuole dire che la nostra acqua non arriva nei supermercati e nei negozi. E si sa che basta poco per cambiare le abitudini del cliente. Per questo abbiamo necessità di ripartire al più presto».

Oltre alla sfida di mercato, l’azienda ne deve affrontare una periodica ormai con via Ospitale, tra frane più o meno gravi e massi caduti dalla sponda: «La strada ci penalizza, è vero, ma è uno scotto da pagare: se si vuole l’acqua buona - nota - bisogna venire a prenderla in montagna».

LE ALTRE CRISI

Gli interventi post frane sono però su tutto il territorio: oggi inizieranno i lavori a Fellicarolo, dove sarà necessario realizzare un bypass su via Poggio, interrotta all’altezza delle borgate di Casa Baroni, ora isolate (c’è anche un ristorante).

«Grazie ai proprietari dei terreni, che ci hanno dato questa possibilità» precisa il sindaco Stefano Muzzarelli. Poi si vedrà come (e con che fondi) ripristinare il tratto franato. Sempre a Fellicarolo, lavori anche sul tunnel che copre la frana storica, dove c'è un accumulo di un metro di detriti caduti dalla montagna: vanno rimossi per non compromettere l’azione della rete di contenimento. E ancora in questa zona, preoccupazione a Casa Re per un sottostrada che inizia a cedere. Lavori in corso anche a Serrazzone sulla strada per il lago di Pratignana, reso off limits dagli avvallamenti.

«Le disponibilità di bilancio sono molto limitate rispetto al bisogno – rimarca Muzzarelli – confidiamo negli enti superiori». —
 

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