Il ministro Toninelli stoppa la Campogalliano-Sassuolo. La Regione Emilia Romagna non ci sta

Bonaccini e Donini: Venerdì 15 febbraio - annunciano - riuniremo nuovamente imprese e sindacati, per fare il punto insieme anche rispetto alle possibili conseguenze di quanto sta accadendo in termini di impatto socioeconomico in Emilia Romagna".

BOLOGNA La Regione Emilia Romagna ha presentato ricorso alla Corte costituzionale contro il Governo, sollevando il conflitto di attribuzione sul Passante di Bologna. Già formalmente depositato, l'atto fa seguito "al totale silenzio dell'esecutivo dopo che il 28 gennaio scorso Regione, Comune e Città metropolitana di Bologna - spiega l'ente di viale Aldo Moro - avevano inviato una formale diffida a Palazzo Chigi, nella quale si chiedeva di revocare la sospensione della Conferenza dei servizi e di trasmettere il nuovo progetto sull'infrastruttura agli enti locali, tenuto conto del ruolo di valutazione e di decisione che spetta alla Regione sulle opere pubbliche rilevanti sotto i profili urbanistico, edilizio, ambientale sociale ed economico".

Passante di Bologna e Campogalliano - Sassuolo: la Regione contro il ministro Toninelli

Trascorsi i dieci giorni di tempo possibili senza alcuna risposta dal Governo, è scattato il ricorso alla Consulta, previsto nella diffida stessa in caso di silenzio.

La Regione, inoltre, ha convocato le parti sociali "dopo lo stop annunciato oggi dal ministro Danilo Toninelli alla Sassuolo-Campogalliano, bretella sulla quale poco più di tre mesi fa lo stesso ministro - spiega una nota della giunta guidata da Stefano Bonaccini - aveva riconosciuto la competenza della Regione, dando un sostanziale via libera".Il presidente della Regione Emilia Romagna non risparmia critiche all'esecutivo Lega-5 Stelle.

"Non intendiamo assistere allo scempio che il Governo sta facendo - affermano Bonaccini, e l'assessore regionale ai Trasporti e alle infrastrutture, Raffale Donini - del principio di legalità e di una collaborazione istituzionale che dovrebbe essere nella norma, col solo obiettivo, che inizia a essere sempre più chiaro, di voler colpire l'Emilia Romagna, senza rendersi conto che questo, oltre a danneggiare cittadini, imprese e lavoratori di questa regione danneggia l'intero Paese. Per questo, venerdì prossimo - annunciano - riuniremo nuovamente imprese e sindacati, per fare il punto insieme anche rispetto alle possibili conseguenze di quanto sta accadendo in termini di impatto socioeconomico in Emilia Romagna".