Policlinico, il processo. Petropulacos: «Cencetti lasciò criticità»

L’ex direttore generale:: «Trovai un clima pesante. Ereditai un disavanzo di 5 milioni e due enormi appalti senza gara»



«Quando tornai al Policlinico come direttore generale, il 19 marzo 2012, notai subito un vistoso aumento delle spese. C'era un disavanzo di 5 milioni rispetto all'obiettivo di bilancio e non era dovuto solo al calo di entrate per le conseguenze dell'inchiesta di Cardiologia. Serviva subito una verifica. E così emersero delle criticità che diventarono le mie priorità». La dottoressa Licia Petropulacos, il capo della sanità regionale, chiamata ieri a testimoniare al processo contro il duo predecessore al Policlinico Stefano Cencetti – il direttore generale dal 2007 al 2012 imputato per corruzione e turbativa d’asta - è indubbiamente una “persona informata sui fatti”, come si dice in gergo investigativo. Non solo si è formata al Policlinico ma era stata, anche se per un breve periodo, direttore sanitario fino all'arrivo di Cencetti, posto che lasciò per disaccordi con il nuovo capo. Per questo la sua testimonianza è risultata preziosa, agli occhi degli inquirenti, per cogliere il cambiamento di atmosfera che regnava ai piani alti del Policlinico al suo ritorno. Un'atmosfera sospettosa, dimessa, peggiorativa nella quale i dirigenti che ritrovava dopo anni, come ha detto, «sembravano perso il filo logico professionale».


Dei due casi tra i tanti a processo che ha riferito, per averli seguiti, il più sorprendente riguarda l'appalto dei cosiddetti Servizi Complementari. Si tratta di opere di manutenzione e sorveglianza di vario genere, compresa la gestione degli ascensori. Attività essenziali in un ospedale, che erano state lasciate fuori dall'Appaltone da 128 milioni firmato da Cencetti con consorzio Rti capeggiato dal colosso coop bolognese CCC. Il fatto è, ha spiegato la Petropulacos, che quei servizi erano già in appalto e quindi si sapeva che sarebbero scaduti e che dovevano essere riassegnati. Invece non andò così.

«Il direttore amministrativo Maurizio Pirazzoli mi riferì che a nove giorni dalla scadenza senza preavviso aveva trovato sulla sua scrivania una delibera di contratto già preparata che prevedeva di affidare i Servizi complementari sempre alla Rti». Non c'era stata gara, erano assegnati alla rete di grandi coop che aveva in mano l'Appaltone. E l'importo non era certo modesto: 10 milioni all'anno. «Pirazzoli spiegò che Cencetti non l'aveva mai avvisato della scadenza imminente, si era trovato una delibera già pronta e l'aveva firmata». Più in generale, ha spiegato la Petropulacos, la prassi era che ai dirigenti di Cencetti arrivavano le sue direttive e loro le eseguivano. Di qui l'atmosfera tesa che trovò al suo arrivo: «Volevano tutto scritto, non si fidavano. Mi parve che avessero necessità di proteggersi».

La Palazzina di Trasferimento, poi, diventò un caso esplosivo poco dopo il suo arrivo. Petropulacos ha raccontato ai giudici che ritornando “a casa” trovò un immenso buco nel prato sul retro del Policlinico e si informò. Era uno scavo per le fondamenta di un edificio nel quale, dal 2010, era previsto il trasferimento di reparti che necessitavano di lavori di ristrutturazione e consolidamento. «Ero preoccupata. Erano già stati fatti gli scavi utilizzando fondi regionali destinati a consolidare il Policlinico. Venni a sapere che all'appaltatore, CCC, l'opera era stata affidata come lavoro d'urgenza. Non solo non mi parve che ci fosse questa urgenza, ma, da una verifica che feci fare, risultò che la palazzina sarebbe stata isolata dal Policlinico». Insomma, lì dovevano andare pazienti che avrebbero dovuto essere sottoposti a diagnostica, interventi e altro e non c'era nulla per proteggerli dagli eventi atmosferici durante gli spostamenti. «Inoltre venni a sapere che in realtà c'erano già spazi interni al Policlinico, come Pneumologia, che potevano adattarsi agli scopi di quella palazzina. Arrivai a pensare che non ci fosse urgenza. Feci bloccare tutto. Ci sarebbe stata da discutere la penale con CCC e una volta incontrai il presidente Giorgio Benedetti con un suo collaboratore ma poi non seguii io questa vicenda». Prossima udienza in aprile. —