Modena. Un vertice in Comune per le Fonderie Madonnina «Chiusura confermata»

Un lungo confronto tra giunta e comitato che continua ad accusare l’amministrazione: «Ci sentiamo presi in giro»

MODENA. Due ore abbondanti di riunione, con la giunta ferma sugli impegni già presi, e il comitato… poco convinto. Ancora tensione attorno alle Fonderie cooperative della Madonnina, l’impianto di via Zarlati da tempo al centro di una rivolta dei residenti per gli odori e le emissioni dello stabilimento che, come comunicato a fine settembre scorso dal presidente Moretti, chiuderà a fine 2021 per spostare la produzione a Padova e mantenere i processi meno impattanti a Modena.

Modena, riunione comitato dei residenti-Giunta sul futuro delle Fonderie

Un impegno che, come hanno ricordato ieri i rappresentanti del comitato “Respiriamo aria pulita” agli esponenti della giunta (gli assessori Anna Maria Vandelli, Andrea Bosi e Alessandra Filippi), al momento è scritto solo su un documento delle Fonderie, ma non è “certificato” da un protocollo annunciato da tempo e mai arrivato. Ma il protocollo Comune-Fonderie, come hanno spiegato ieri i tre assessori, sta per iniziare il suo percorso istituzionale in Commissione, per arrivare all’approvazione da parte del Consiglio comunale entro fine marzo.

«Al primo punto del nuovo protocollo, come già in quello precedente - ha sottolineato l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli - rimane la dismissione dello stabilimento di via Zarlati entro il termine già fissato a gennaio 2022 e la successiva riqualificazione dell’area».

Ma il nuovo documento, hanno anticipato gli assessori, contiene anche alcune novità, tra la quali la previsione di percorsi partecipati con i cittadini, il quartiere, le associazioni e gli istituti scolastici per la rigenerazione dell’area, dopo la delocalizzazione di Fonderie, come primo passo per la rigenerazione partecipata del quartiere intero.

«La dismissione e la delocalizzazione - hanno ribadito gli assessori - sono comunque indipendenti dalla vendita del terreno, che avverrà successivamente ed è funzionale alla rigenerazione». Parole che non hanno rassicurato la controparte: «Ci sentiamo traditi dall’amministrazione - spiega Chiara Costetti, legale rappresentante del comitato - che aveva annunciato un protocollo d’intesa che oggi non c’è ancora, mentre l’impegno è scritto su una bozza di parte. Al Comune, ora, chiediamo la trasparenza che è mancata: si arrivi a un documento che certifichi la chiusura e che dia garanzie ai tanti residenti che non ne possono più di convivere con quella realtà». —

L.G.

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