Giovane di Pavullo: «Non ho rubato io le immagini hot di Diletta Leotta»

Il ventenne indagato a Milano con l’accusa di avere diffamato la conosciuta conduttrice tv dopo la richiesta di archiviazione seguita dalle nuove indagini 

Pavullo. «Se devo essere sincero, non ho ancora capito perché mi sono ritrovato in questa storia. Quando la polizia si è presentata tre anni fa a casa mia a sequestrare il cellulare, ho provato a chiedere se c’erano degli altri al centro delle loro attenzioni, visto che si trattava di foto che circolavano, e non comprendevo perché fossero venuti proprio a casa mia. Allora non mi hanno risposto, né l’ho mai saputo in seguito».. Il ventenne di Pavullo ha avuto più volte modo di sfogare il suo disappunto per una vicenda decisamente particolare: è indagato per reati inerenti la privacy e per diffamazione nei confronti di Diletta Leotta. Ovvero per aver diffuso in rete, in una casella di drop box, le immagini scottanti della conduttrice tv. Come si ricorderà, la vicenda che ha coinvolto la bellissima presentatrice fece parecchio discutere in tutta Italia. «Si trattava di fotografie senza veli e di un filmato più spinto che, se ben ricordo, neppure chiariva che si trattasse della signora Leotta», ha precisato il ventenne, spiegando di averle condivise perché convinto che già fossero di dominio pubblico.

«Quel filmato poi se mi riferiscono correttamente è in rete, anche oggi», aggiunge, spiegando ancora una volta di sentirsi estraneo al furto delle immagini.


E invece secondo le indagini partite a Milano dopo la querela della Leotta, il ventenne sarebbe l’autore - almeno uno degli autori - della illecita diffusione. L’accusa è che qualcuno sia riuscito a piratare la “cloud” internet della Leotta, rubandole dall’archivio informatico personale le foto poi diffuse. All’epoca (parliamo di tre anni fa, quando il caso fece parecchio scalpore) il pavullese aveva 17 anni, mentre la polizia postale gli ha sequestrato nel 2017 telefonino e strumenti informatici.

«Spero che questa storia finisca, francamente essere costretto a sostenere delle spese legali per non avere fatto niente è sgradevole», commenta il ragazzo, nuovamente tirato in ballo in questi giorni.

«Nei giorni scorsi - spiega il suo difensore l’avvocato Barbara Pini - la procura dei Minori, competente in ragione dell’età del mio assistito all’epoca del presunto illecito, ha chiesto al giudice di Milano l’archiviazione, in quanto dagli accertamenti della polizia postale era stato escluso che il mio assistito fosse l’autore della sottrazione delle immagini. Ma la signora Diletta Leotta si è opposta, così sono stati disposti altri tre mesi di accertamenti. Considero legittimo che la parte offesa chieda di poter individuare i responsabili di questa vicenda. Ma noi crediamo di avere chiarito la posizione del mio assistito, che si considera estraneo ai fatti e che in questa fase può solo limitarsi ad attendere l’esito delle indagini».