Ragazzo di Zocca dice di aver subito aggressione per fare colpo sulla ragazza

ZOCCA. Probabilmente aveva architettato tutto per far colpo sulla sua ragazza, sta di fatto che la strategia di dubbia efficacia lo ha condotto a una doppia denuncia penale. E' la singolare vicenda che riguarda A.B., operaio 33enne di Vignola che ha una relazione con una ragazza di Zocca di cui è innamorato perso, tanto da aver raccontato ai carabinieri di aver anche lasciato l'esercito per lei.

La particolarità della storia inizia il 9 gennaio scorso, quando il giovane, uscito dalla casa di lei, se n'è rientrato dicendo che qualcuno l'aveva aggredito alle spalle (non poteva quindi fornire elementi utili all'identikit) facendogli male forte alle gambe al punto che, a suo dire, correva anche il rischio di non riuscire più a camminare.

E chi lo aveva aggredito, sempre secondo la sua versione, doveva essere sicuramente qualcuno geloso della relazione, poiché sul vetro della macchina di lei era comparsa anche, tracciata con un dito, la scritta “io ti uccido”, che più minatoria non si può. Di qui la denuncia ai carabinieri di Zocca, che sulla ricostruzione hanno avuto dubbi dall'inizio, a fronte anche dell'assenza di un referto 118 sulla fantomatica aggressione, che a conti fatti praticamente non aveva lasciato nessuna lesione di rilievo.

Poi dagli approfondimenti d'indagine è emersa l'assenza completa di individui sospetti a cui ascrivere il ruolo di ipotetico persecutore di lui o di lei. Messo alle strette, il 33enne ha fatto anche mezze ammissioni che hanno condotto i carabinieri a una doppia denuncia a suo carico: per simulazione di reato e procurato allarme. Il sospetto, ma si attende ancora confessione piena su questo, è che il giovane si fosse inventato tutto per spingere la ragazza a prenderlo in casa. Per proteggerla di fronte a fantomatici tipi pericolosi che c'erano in giro. —.

Daniele Montanari
 

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