Carpi, la comunità di Quartirolo riabbraccia la sua chiesa

A sette anni dal terremoto lo storico luogo di culto è nuovamente disponibile, in centinaia hanno partecipato alla messa celebrata dal vescovo Cavina

CARPI. Sono passati quasi sette anni da quel fatidico maggio del 2012, che ha cambiato per sempre il volto della Bassa e di Carpi. Dopo la riapertura della chiesa di Cortile, ieri è stata la volta della chiesa madre di Quartirolo. Si tratta di un luogo di culto particolarmente amato dalla comunità. Nonostante, infatti, fosse disponibile ai fedeli la vicina parrocchia della Madonna della neve, la chiesa madre rappresenta un edificio monumentale storico. Le sue radici affondano al 1500, mentre nel 1950, è stata dichiarata parrocchia urbana, insieme a Cibeno.

Centinaia di fedeli, ieri mattina, hanno voluto radunarsi dietro ai banchi della chiesa madre per ascoltare la messa, celebrata dal vescovo Francesco Cavina insieme a don Fabio Barbieri e don Anand Nikarthil. I fedeli sono stati suddivisi in tre gruppi: oltre allo spazio principale di fronte all’altare, è stata allestita anche un’altra sala. Un piccolo gruppo ha potuto assistere alla funzione anche in uno spazio ad hoc proprio di fianco al pulpito. Tra i presenti anche il sindaco Alberto Bellelli, il politico e storyteller Giovanni Taurasi, Andrea Baraldi di Confcommercio e tantissimi scout appartenenti al Carpi 4, guidati da Stefano Prandi e Anna Obici.


Durante la funzione il vescovo Cavina ha messo in evidenza la bellezza del luogo di culto «ritornato a essere edificio degno della comunità che vive questo territorio. Da oggi (ieri, ndr) la pchiea dedicata alla Madonna della neve è di nuovo in grado di accogliere i fedeli per la preghiera, i sacramenti e gli altri appuntamenti. L’edificio di pietra è importante e lo abbiamo capito quando le celebrazioni si sono tenute in luoghi di fortuna dopo il terremoto - ha continuato il vescovo - Finalmente la comunità di Quartirolo si riappropria della chiesa madre. Ma così come la bellezza di questo luogo non sta nelle singole pietre, ma nella loro composizione, così la chiesa trova la sua bellezza nell’unione di più persone. E l’assistere al ripristino pittorico, decorativo e strutturale di quest’opera deve interrogarci sulla qualità del nostro essere pietre vive». I lavori sono stati soprattutto di tipo strutturale e hanno riguardato parti alte dell’edificio. Gli interventi sono durati otto mesi, finanziati dal contributo regionale, per 127mila euro. A questi si sono aggiunti altri 55mila messi a disposizione dalla parrocchia grazie a una raccolta fondi per restituire ai fedeli il patrimonio pittorico. —