Palagano: l’albero della vita fiorisce nel campo della strage nazista

 Le celebrazioni del 75° anniversario della strage di Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero si sono chiuse ieri con un altro momento molto speciale: l'inaugurazione del "Campo della neve rossa". Ovvero, il memoriale a cielo aperto allestito a Monchio nel campo (vicino alla piazza) dove il 18 marzo 1944 i nazisti mitragliarono 50 uomini innocenti.

PALAGANO. L'albero della vita piantato nel campo della morte. Le celebrazioni del 75° anniversario della strage di Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero si sono chiuse ieri con un altro momento molto speciale: l'inaugurazione del "Campo della neve rossa". Ovvero, il memoriale a cielo aperto allestito a Monchio nel campo (vicino alla piazza) dove il 18 marzo 1944 i nazisti mitragliarono 50 uomini innocenti.

Palagano, l'albero della vita nel campo della strage nazifascista di Monchio

«Le donne tenute lontane per tutto il giorno – ha ricordato il vicesindaco Patrizia Dignatici – quando rientrarono la sera trovarono i corpi dei loro cari riversi e il campo di neve pieno di macchie rosse: dissero che sembrava coperto di fiori. Per noi era importante che qui sorgesse una testimonianza di memoria, ma soprattutto un segno di speranza».

Ecco dunque, grazie agli Alpini di Palagano, la ripulitura completa della sponda, la posa di panchine e di un cippo a fianco della quercia cresciuta con le radici in quel terreno imbevuto di sangue. E poco più a lato, l'albero della vita (ispirato a quello di Klimt) realizzato dai bimbi della scuola primaria di Monchio con 136 luci a richiamo delle vittime di tutta la strage, «speranza nella capacità degli uomini di imparare dai propri errori, sogno di un mondo diverso».

«La nostra scuola è intitolata alle vittime del 18 marzo 1944 – ha ricordato l'insegnante Giulia Grossi – abbiamo bambini anche da Marocco, Kenya, Thailandia, India, Sudafrica e Germania che imparano a vivere insieme. La pace non si insegna: è uno stile di vita». Una rappresentanza tedesca della Fondazione Rosa Luxemburg ha deposto un mazzo di fiori con le parole: «Niente e nessuno è dimenticato, niente è dimenticato e nessuno».

Presente tutto il paese e, tra le autorità, il procuratore generale militare Marco De Paolis, a cui il sindaco Fabio Braglia ha rivolto il più caloroso ringraziamento, così come all'Anpi, all'Alpi e all'Istituto Storico di Modena per la partecipazione in questi giorni. —