Mirandola, Totò & Vicè: 10 biglietti per i lettori di Noi Gazzetta

Giovedì appuntamento con la prosa all'Auditorium Montalcini di Mirandola. In scena Enzo Vetrano e Stefano Randisi con Totò & Vicerè Poetici clochard nati dalla fantasia di Franco Scaldati, poeta, attore e drammaturgo palermitano recentemente scomparso.

MIRANDOLA. A teatro con la Gazzetta di Modena. Sono 10 i biglietti a disposizione per assistere gratuitamente allo spettacolo Totò e Vicé, in programma giovedì 28 marzo all'auditorium Montalcini di Mirandola.Per prenotare uno dei 10 biglietti omaggio consultare la sezione eventi del nostro sito, oppure cliccare qui

Ma veniamo allo spettacolo. Con una quasi quarantennale collaborazione sul palcoscenico, nella scrittura e nella guida degli attori, Enzo Vetrano e Stefano Randisi hanno scelto, per esprimere la loro poetica, la doppia identità, sovrapponibile e contraria, di Totò e Vicé. Poetici clochard nati dalla fantasia di Franco Scaldati, poeta, attore e drammaturgo palermitano recentemente scomparso. Vetrano e Randisi si sono subito ritrovati nelle parole, nei gesti e nei pensieri di Totò e Vicé, due personaggi teneri, legati da un’amicizia reciproca assoluta, che vivono di frammenti di sogni in bilico tra la natura e il cielo, in un tempo imprendibile tra passato e futuro, con la necessità di essere in due, per essere.

«Ci sono dei temi ricorrenti nella drammaturgia di Franco Scaldati – affermano Enzo Vetrano e Stefano Randisi – che stiamo pian piano attraversando, prima con Totò e Vicé, poi con Assassina e ora con l'ultimo lavoro a cui ci stiamo dedicando, Ombre folli. Così stiamo completando una sorta di giro di conoscenza. Gli elementi della drammaturgia di Scaldati che più ci attirano e che più caratterizzano la nostra vicinanza a questo autore sono le sue coppie di personaggi, che sono davvero uno lo specchio dell'altro, se non a volte un unico personaggio. Ci siamo resi conto che le battute sono intercambiabili: c'è come un'identità sdoppiata in ogni figura. Tra l'altro secondo noi il teatro si crea proprio nello specchiarsi fra attore e spettatore: questo Scaldati lo fa in modo evidente nei testi. Le domande di Totò e Vicé hanno in sé già una risposta. L'altro completa e rinvia la domanda, come se i sogni dell'uno fossero i sogni dell'altro. C'è un passaggio in Totò e Vicé in cui questo aspetto viene proprio esplicitato, con la battuta “facciamo tutti e due gli stessi sogni”».