Modena. In mille per Romano Prodi «La sovranità? È con gli altri»

Forum Monzani gremito ieri sera per l’incontro con il professore sull’Europa  «Interessi nazionali hanno fermato spesso quelli comuni, ora elezioni decisive»

Prodi a Modena, "Per l'Europa un momento decisivo"

MODENA. «L’ondata sovranista arriverà anche in Emilia? Non lo so. Quel che so è che io sovranista non sono».

Romano Prodi, a Modena per parlare di Europa per la Lettura Gorrieri dell’omonima fondazione, ha fatto registrare il “sold out’”al Bper Forum Monzani. Un migliaio di persone hanno gremito la grande sala, e questo di per sè rappresenta un segnale. Presenti, naturalmente, numerose autorità oltre al presidente della Fondazione Gorrieri, Luciano Guerzoni e a quello della Fondazione Sias, Giovanni Manzini, sul palco con l’ex premier. C’era il sindaco Muzzarelli con diversi assessori, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Cavicchioli, il consigliere regionale Boschini e molti altri esponenti politici del campo del centrosinistra.

«Se vogliamo conservare la nostra sovranità dobbiamo farlo insieme agli altri - ha detto Prodi - se la vogliamo da soli finiamo col perderla. Queste sono elezioni decisive, non nel senso che sono le ultime, ma se ci fosse un successo sovranista (che io non credo) allora potrebbero essere decisive. In Italia è probabile e i sovranisti abbiano un buon successo e se continueranno nella politica di isolarci dall’Europa, allora la nostra Italia andrà sempre peggio, e già sta andando male. Io sovranista non sono, proprio perché ritengo che la nostra sovranità vada preservata insieme agli altri, se no non ce la facciamo. Ci sono 22 cinesi ogni italiano e 6 statunitensi ogni italiano. Come possiamo farcela da soli?».

Nel corso del suo intervento Prodi ha difeso la scelta dell’euro e, più in generale, ha difeso l’Europa unita. «Gli interessi nazionali hanno fermato spesso gli interessi comuni, penso ai referendum sulla costituzione europea in Francia e Olanda. Ma questi voti si giocano quasi sempre sulla politica interna, non su quella europea, lo schema politico europeo viene quasi sempre in secondo piano. La strategia di suscitare paure, di dare sicurezza guardando indietro funziona da tempo, ai tempi in Francia votarono contro gli idraulici polacchi che avrebbero ‘invaso’ il Paese. Peccato che nel 2005, quando ci fu questo voto, in Francia non ci fosse nemmeno un idraulico polacco...».

Parla di Europa, al massimo di Italia, Rimano Prodi, ma sulla situazione politica emiliana e modenese preferisce non entrare e non risponde. Ma, appunto, le prossime elezioni del 26 maggio (europee certo, ma anche amministrative) restano ben evidenti sullo sfondo dell’appuntamento con l’ex presidente della commissione europea. —