Lama Mocogno. Branco di sei lupi attacca i cani del cortile

Sono stati ripresi dalla videosorveglianza mentre hanno teso l’agguato agli animali di una casa. Il padrone li ha fatti fuggire

LAMA MOCOGNO. Sei lupi sotto casa alle 7 del mattino. Si è parlato tanto in questi mesi e anni in Appennino della diffusione e degli attacchi agli animali domestici del predatore numero uno, ma mai prima d'ora era stato documentato un branco in azione nel cortile di casa.

Cosa che smentisce tutta la letteratura del lupo che non osa avvicinarsi alle aree antropizzate. Perché di lupi certamente si tratta stavolta, con un evidente comportamento da branco guidato dal maschio Alfa. Il documento è il video  registrato da telecamere di sorveglianza quando è già mattino e la luce permette di vedere nitidamente dinamica e protagonisti.

Lama Mocogno, branco di sei lupi attacca i cani del cortile



È successo lunedì in un'abitazione di campagna a Mocogno (frazione di Lama Mocogno). Sono le 6.57 e in mezzo al campo spuntano cinque lupi che poi vengono raggiunti da un sesto (che non prende parte all'azione) nel finale. I tre più grossi, capitanati dal maschio Alfa, puntano dritto ai due cani di guardia: Molly, un pastore tedesco di 12 anni, e Luna, pastore australiano di 6.

Le due cagnone, nonostante l'età, si fanno avanti con coraggio per difendere il loro territorio, ma i tre lupi in assetto d'attacco le fanno tornare sui loro passi, accennando subito anche all'inseguimento di Molly, che è più lenta nei movimenti e probabilmente già prima vittima designata del branco. In forze tali, comunque, da potere avere facilmente la meglio anche sull'altra.

Chiara la strategia di caccia, con i due lupi più piccoli che restano indietro per impedire qualsiasi via di fuga, e il sesto più in alto pronto ad attaccare alle spalle, se necessario. Insomma, sarebbe finita male se le due cagnone non avessero iniziato ad abbaiare catturando l'attenzione di I.C., padrone di casa 37enne che si stava alzando per andare al lavoro.

«Ho aperto la finestra del bagno – racconta – e non credevo ai miei occhi: in zona qui da tempo circolano lupi, visti anche a mezzogiorno, e c'è chi tiene il proprio cane in casa per paura che glielo sbranino. Ma cinque, anzi sei esemplari sotto casa non me li sarei mai sognati. Quando mi hanno visto sporgermi, le mie due cagnone hanno ripreso coraggio e sono tornate contro il branco, che a quel punto se n'è andato. Ma se non intervenivo? Qui abitiamo in due famiglie, con tre bambini: cosa sarebbe successo se fossero stati fuori? Erano in sei, erano sotto casa senza paura della strada e di niente: vengono i brividi... Io non sono uno di quelli che dicono “uccidiamoli tutti”, ma chiedo che chi di competenza si occupi dell'animale e trovi il modo per tenerlo lontano dalle abitazioni, a cui è capace di avvicinarsi con un piano d'attacco. Non possiamo aspettare la tragedia per affrontare il problema. E non possiamo vivere nella paura». —