Modena  Palazzo ducale: rinasce l’osservatorio di meteorologia  Ora sarà visitabile da tutti

Nel torrione di Palazzo Ducale ogni giorno si studiano gli eventi atmosferici: «In 190 anni caduti 79 metri di neve»



«Se tutta la neve caduta a Modena dal 1830 a oggi - spiega il meteorologo di Unimore Luca Lombroso - non si fosse mai sciolta oggi dalla città spunterebbe solo la punta della Ghirlandina. Perché da allora ne sono caduti 79 metri». Questo dato è solo uno dei tanti che quotidianamente provengono dall’Osservatorio Geofisico dell’università, collocato nella torre destra di Palazzo Ducale guardando l’Accademia militare da piazza Roma. Ieri c’è stata l’inaugurazione di questo luogo storico nato il 14 gennaio 1826, che verrà aperto al pubblico secondo un calendario che Unimore sta predisponendo. Si è infatti concluso il restauro costato poco più di mezzo milione di euro.



L’OSSERVATORIO

Qui ogni giorno lavora personale universitario visto che, appunto, si tratta di una sede di studio e produzione di dati, attrezzato con strumenti all’avanguardia. Un esempio è dato dai rilevatori sofisticatissimi posti in cima al torrione di Palazzo Ducale e in un balconcino in legno appena ristrutturato. Le molte misure meteoclimatiche che vengono effettuate sono un punto di riferimento per la città ad ogni evento meteorologico di particolare interesse come nevicate, forti temporali, piogge abbondanti, ondate di caldo. «Il Geofisico - spiega Sergio Teggi, responsabile scientifico dell’ente - è il compimento di una fase molto importante del progetto del 2013 Osservi@MO che si propone di rendere nuovamente accessibili i locali storici oltre a dare continuità alle misure meteorologiche». Spiega il tecnico Lombroso: «Le osservazioni meteoclimatiche, ininterrotte dal 1830, proseguono nell’era dei modelli e dei satelliti. Non abbiamo interrotto neppure in fasi di oggettive difficoltà logistiche, come dopo il terremoto del maggio 2012. Oggi abbiamo due stazioni meteorologiche e osserviamo anche a vista, dall’alto del torrione che presto speriamo di aprire al pubblico».

IL RESTAURO

L’intervento, durato quindici mesi, è stato coordinato dall’architetto Elisabetta Vidoni Guidoni: è costato 554mila euro di cui 351mila di fondi regionali del sisma (ieri era presente l’assessore alla ricostruzione Palma Costi, insieme al sindaco Gian Carlo Muzzarelli) e 203mila di Unimore, ai quali si sono aggiunti 100mila euro raccolti con le sottoscrizioni del 5x1000. «Abbiamo ripristinato tutti i locali e ritrovato le antiche cromie - spiega Guidoni - e abbiamo fatto la riparazione dei danni provocati dal sisma, sulle murature e il resto della struttura. Abbiamo rafforzato i solai, adeguato la scala di accesso al torrione e riqualificato finestre e balconata del 1865».

IL MUSEO

Ma queste sale sono anche uno straordinario spazio museale, disseminate di strumenti scientifici storici posti in una struttura architettonica rilevantissima. Siamo infatti in un’ala del seicentesco palazzo ducale, trasformata da Gusmano Soli nell’800. L’osservatorio nasce nel 1826 per volere del duca Francesco IV d'Este e venne affidato al professor Giuseppe Bianchi, uno studioso che nel febbraio 1831 sparò anche una fucilata a Ciro Menotti. Un ruolo importante qui dentro ce l’ha però l'ottico e astronomo modenese Giovanni Battista Amici.

LA PRESENTAZIONE

Gli onori in Accademia militare ieri sono stati fatti dal comandante generale Stefano Mannino e dal rettore Angelo O. Andrisano. «Abbiamo riqualificato - spiega il numero uno dell’Accademia - un altro pezzo del magnifico palazzo e speriamo entro l’anno di riaprire anche la nostra storica biblioteca. L’Accademia è sempre più aperta a tutti, nel rispetto delle attività militari”. Il rettore: “Questo è un luogo tra i più suggestivi della città. e l’intervento si aggiunge agli altri in sedi scientifiche e museali uniche come il Teatro Anatomico e la palazzina dell’Orto Botanico». —

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