Modena. Scuola Cittadella. Rabbia, paura, felicità... quanto pesa un’emozione?

Modena. Scuola primaria Cittadella. Percorso sulle emozioni. La differenza la fanno le persone, viene detto spesso. La conferma viene da un progetto che ha coinvolto 8 classi (3 terze, 2 quarte e 3 quinte) per 16 ore di laboratorio a classe. Il risultato? Tre spettacoli. Ogni spettacolo, che aveva lo stesso canovaccio, che partiva dallo stesso seme, dallo stesso tema, è stato diverso, perché interpretato e scritto da bimbi diversi. Vanno guardate le immagini, per comprenderne la potenza.

L’incipit, il seme, il canovaccio del progetto è nato dal pensiero (condiviso con i bambini) che “le emozioni hanno un peso fondamentale nella vita. Spesso cerchiamo di liberarcene, di reprimerle, di dominarle, ma raramente ci riusciamo e dobbiamo sempre fare i conti con esse. La rabbia, la paura, la felicità, l’entusiasmo, la passione sono tutti turbamenti a cui non riusciamo a resistere, nonostante ci proviamo da secoli. Da sempre poeti, filosofi, artisti, cantanti, donne e uomini, “bambine e bambini cercano di parlarne e di descriverle. Penso quindi esisto… e mi emoziono”.


“Quello che ho cercato di fare – spiega Paola Ducci, referente del progetto - è stata una esplorazione del mondo delle emozioni che li ha coinvolti a 360 gradi. Prima le abbiamo esplorate attraverso momenti di dialogo e gioco teatrale, poi, in collaborazione con gli insegnanti di immagine e italiano attraverso il disegno astratto e la rielaborazione scritta di loro vissuti “emozionanti” e infine il lavoro più duro è stato il processo di trasposizione teatrale che ha visto coinvolto il loro corpo e la loro voce in un duro lavoro di teatro-danza alla ricerca del ritmo delle emozioni, dei colori delle emozioni, dei suoni, dei sapori delle emozioni, delle immagini astratte che rappresentano tutte le varie tipologie di emozioni vissute dal genere umano. Una sorta di ricerca degli archetipi delle emozioni. Da lì è partita la scrittura della partitura teatrale, mi piace chiamarla così, più che drammaturgia. Lo spettacolo è stato un attraversamento sul tema: le classi terze hanno portato in scena cosa a loro fa emozionare (considerando sempre tutte le emozioni positive o negative che siano), le quarte si sono dedicate a ricercare e ricostruire momenti del loro vissuto quotidiano in cui le emozioni venivano espresse o molte volte inespresse o addirittura represse e le quinte si sono cimentate portando sul palco il corpo, il ritmo, il colore il suono e la voce delle emozioni umane. I bimbi hanno mostrato molto interesse e partecipazione, ci sono stati momenti di crisi, il tema ha mosso e scatenato dinamiche emozionali molto intense che sono venute a galla dai loro vissuti personali e che si sono trovati a dover affrontare e gestire. Ma alla fine hanno dato il meglio di sé sul palco facendo emozionare il pubblico, compresa me, la loro maestra di teatro, perché così mi chiamano”. —

M.T.