Consiglio comunale di Modena: dopo cinque anni finisce il mandato. Promossi e bocciati

I 32 politici tra i banchi passati ai raggi X: ecco le pagelle. C’è chi scende da veterano e chi è stato una vera meteora

MODENA. Si sono chiusi ieri i lavori del consiglio comunale eletto nel 2014. Ultima seduta, con tanto di saluti ufficiali. Così abbiamo colto l’occasione per stilare le pagelle di fine mandato, un’analisi certamente non esaustiva e da prendere con il giusto peso.

Arletti Simona (Pd)


Decana dell'aula, prima come assessora, poi in consiglio, sposa la causa della Rete CittaSane, di cui diventa delegata. Muzzarelliana e Vaccariana Doc, non si ricandida, ma voci di corridoio la vedono già in Abitcoop. #ricollocata

Baracchi Grazia (Pd)

Scippata dai malettiani del ruolo di capogruppo, fa valere le sue competenze sul tema scuola e sociale e si rifà tartassando di interrogazioni l’assessore Cavazza, abbandonato al confronto anche dagli stessi malettiani. #pennarossa

Bortolamasi Andrea (Pd)

Certe volte, nei momenti più bui per il Partito democratico, pensa di lasciare tutto per dedicarsi alla pallacanestro, ma si rende conto che potrebbe anche essere peggio. Poi gli viene in mente che due banchi più in là c’è Trande, e allora tiene aperta la porta per il basket. #guardingo

Bortolotti Marco (5s) Sulle ali dello storico ballottaggio conquistato nel 2014, parte scoppiettante, ma poi si ammorbidisce come parte dei colleghi pentastellati. Però chiude con il sorriso: ha ottime possibilità di restare il grillino modenese che ha ottenuto il miglior risultato di sempre. #stellone

Bussetti Marco (5s)

Parte in sordina, ma pian piano si ritaglia il ruolo di consigliere politicamente più scafato dell’opposizione, tanto che i 5 Stelle lo vorrebbero candidato sindaco e i dem lo vorrebbero con loro. E lui cosa fa? Non si candida nemmeno in Consiglio. #fustellato

Finisce la legislatura a Modena, ultimo giorno sui banchi del Consiglio



Campana Domenico (Sinistra Unita Modena)

Come il collega Chincarini, passa dall’opposizione di “Per me Modena” alla maggioranza Mdp, ma almeno lui ci resta. Per il resto, non tradisce mai chi in questi cinque anni si è appassionato ad ascoltare un sermone al posto del classico intervento politico. #biblico

Carpentieri Antonio (Pd)

Sulla battaglia per la sicurezza non ha rivali neanche tra i consiglieri del centrodestra, ma ogni tanto dimentica che dall’altra parte non ci sono i ministri Salvini e Di Maio, ma i consiglieri Santoro e Bortolotti. #glocal

Chincarini Marco (Modena Volta Pagina)

Parte dal successo di “Per me Modena”, poi passa in maggioranza (anche se sostiene di non farne parte) con Mdp, votando però in maniera quasi sempre difforme dal gruppo, per fondare poi “Bene comune” e restarci qualche settimana, fino alla nascita di “Volta pagina”. #trasformista

Cugusi Marco (Sinistra Unita Modena)

Il pastore nuorese - che nel curriculum indica “sardo” come lingua madre - si conferma il duro e puro della sinistra in Consiglio, regalando al pubblico (mediamente cinque persone) una serie di battaglie epiche con il collega Galli. #comandante

De Lillo Carmelo (Pd)

Parte in sordina, poi si trasforma. Si fa carico delle Fonderie della Madonnina, per poi annunciare la volontà di non ricandidarsi. Ci ha sempre creduto, a volte troppo. #toccataefuga

Di Padova Federica (Pd) La dottoranda di Storia alterna l'Aula con Parigi, Londra, Trieste e Gerusalemme. L'età la rende più saggia di 5 anni fa, pur conservandone l'indole combattiva. Ha saputo ritagliarsi un proprio spazio e una propria identità politica, non sempre “mainstream”. #influencer

Fantoni Luca (5s)

Il Cinquestelle più istrionico della legislatura. Ci ha regalato uscite sopra le righe, degne dei suoi maestri romani, ma anche lui ha esaurito la scorta di carburante e il prossimo giro lo passerà fermo ai box. Non sono bastate le litigate con Muzzarelli a convincere i suoi a ricandidarlo. #stellacometa

Fasano Tommaso (Pd)

All’inizio ha qualche incomprensione con i malettiani, ma poi sia lui che loro trovano il modo di convivere senza farsi male. E lui si trasforma nel battitore libero della sinistra nel gruppo. Con meno calcoli di posizione si sarebbe fatto notare di più. #Ioballodasolo


Forghieri Marco (Pd)

Malettiano calciofilo, alla sua prima consigliatura sembra già uno “del mestiere”, ma non abbiamo capito se sia una cosa positiva. Spera in un secondo mandato per scongiurare la retrocessione. #tuttalacurva

Galli Andrea (Forza Italia)

Nell’ultimo dei suoi 18 anni da consigliere come sempre non si tira indietro, regalando scontri memorabili con i colleghi dem e soprattutto con Gian Carlo Muzzarelli. Ma c’è gloria anche per il pubblico femminile: chiude il mandato con uno striptease con vista sulla maglietta di Putin. #sexy

Lenzini Diego (Pd)

L’ultimo richettiano parte timido, gli ci vuole un po' per capire come funzionano le cose. Pur avendo il vento in poppa della stagione renziana, non capitalizza, soprattutto quando parla di scuola e istituti comprensivi. #allineato

Liotti Caterina Rita (Pd)

Storica presenza di Piazza Grande, va meglio da consigliera che da presidente (come era in passato)sempre in prima fila per le tematiche di genere. Basta solo non esagere con le specializzazioni. Negli ultimi tempi si dedica parecchio alla scrittura, con numerose pubblicazioni. Ci mancherà la sua pacatezza in aula. Ci mancherà? #arrivederci

Maletti Francesca (Pd)

Parte come nemico numero uno di Muzzarelli dopo la guerra delle Primarie 2014, porta avanti la fronda per un paio d’anni, poi i due fanno pace e finiscono per ridere e scherzare come due vecchi compagni di banco. Come presidente è stata apprezzata anche dall’opposizione. #oncewerewarriors

Malferrari Marco (Sinistra Unita Modena)

In un gruppo dominato dalle personalità di Trande, Rocco e Cugusi, cerca di ritagliarsi un ruolo con la battaglia per difendere i lavoratori delle cooperative di San Donnino. Ma non sempre ci riesce con la dovuta efficacia. Il problema è che dall’altra parte si ritrova Montanini, il buttafuori di Italpizza. #silenzioso

Montanini Antonio (Cambiamodena)

L'ex candidato sindaco compie il miracolo di fare opposizione senza farla. Il suo monogruppo “Cambiamodena” non decolla mai, cercando di punzecchiare la giunta con una freccia spuntata. Insieme a Rotella, sosterrà Muzzarelli con la lista +Europa. #primarepubblica

Morandi Adolfo (Forza Italia)

Cede la candidatura alla moglie, dopo praticamente vent’anni di Consiglio e di bandiere di Forza Italia. Sempre in rotta con le amministrazioni di turno, anche questa volta non ha lesinato critiche e stroncature, ma sempre col sorriso.

Curiosi di sapere se anche la consorte sarà così. #quotacento

Morini Giulia (Pd)

La comunista democratica astro nascente della sinistra locale si occupa per 5 anni di caregiving e poco altro. In eterno conflitto con la dirigenza del suo partito, ma senza mai rompere del tutto, la civatiana modenese non ha lasciato il segno sperato. #sconsolata

Pacchioni Chiara Susanna (Pd)

Partito un po’ in ombra in mezzo a tanti “senatori”, il medico endocrinologo viene fuori alla distanza. Ma per farsi largo in aula occorre più voce, problema che molti consiglieri Pd hanno avuto in questi anni. #onnipresente

Pellacani Giuseppe (Energie per l’Italia)

Dopo aver regalato il ballottaggio al Movimento 5 Stelle per una manciata di voti - e per questo ringrazia ancora il senatore Giovanardi - lascia Forza Italia per abbracciare “Energie per l’Italia”, partito che nessuno conosce. #energivoro

Poggi Fabio (Pd)

Il braccio operativo di Boschini e Maletti tra i banchi del Consiglio. Nonostante una mitezza dei modi, tra i consiglieri più combattivi e pungenti, a volte anche coi propri compagni di squadra. Esperienza e cautela, in salsa post-renziana. #serafico

Rabboni Marco (5s)

Come un calciatore che entra in campo all’80esimo, lui raccoglie il testimone della presidenza del gruppo pentastellato quando i grillini stanno già pensando a una vacanza estiva lunga (almeno) cinque anni. #stellina

Rocco Francesco (Sinistra Unita Modena)

Instancabile tessitore di mediazioni, ex socialista, ex democratico, ex Articolo1, ex liberi e uguali, l’uomo di Trande si muove bene tra i banchi del consiglio, sempre in equilibrio tra lotta e governo! #funambolico

Santoro Luigia (Lega)

Sveste i panni della giovanardiana doc per indossare quelli dell’odiata (da Giovanardi) Lega, con una valanga di interrogazioni in stile “prima gli italiani” e ricandidandosi con un Carroccio che ha lasciato a casa i giovanardiani. #core‘ngrato

Scardozzi Elisabetta (Cinquestelle)

La maestra grillina inizia con grandi aspettative, frizzante e polemica come deve essere un 5stelle. Gli anni in Consiglio, però, la ammorbidiscono, ora non si ricandida nemmeno, non abbiamo capito se per scelta sua, o della “rete”. #stellacadente

Stella Vincenzo Walter (Sinistra Unita Modena)

Un altro antirenziano fuoriuscito, spigoloso col sindaco (che ora sostiene), attivissimo sui social dove non lesina critiche leonine al governo della Città. Dopo gli ultimi anni all'opposizione, si ricandida sostenendo Muzzarelli. #confuso

Trande Paolo (Sinistra Unita Modena)

A sentir nominare Renzi gli viene il prurito e in Consiglio passa da Capogruppo PD a Mdp, Articolo1. Il Trande oppositore è pasionario, forse il migliore degli ultimi 10 anni. Sul suo futuro invece, un grande punto interrogativo. #pensionando

Venturelli Federica (Pd)

Giovane ortodossa orlandiana e zingarettiana, esprime in aula le idee della sinistra antirenziana non fuoriuscita dal Partito Democratico. Attivissima sui social, meno “dal vivo”, la ventenne modenese gode della stima del “palazzo”, che la ricandida con grandi speranze di crescita. #pupilla